Il titolo Nexi strappa sul finale un +4,12% a 5,456 euro a Piazza Affari in scia alle indiscrezioni riportate da Bloomberg secondo cui il fondo di private equity statunitense Tpg Capital ha fatto un'offerta da oltre 800 milioni di euro (870 milioni di dollari) per la divisione Digital Banking Solutions della società di pagamenti digitali guidata da Paolo Bertoluzzo.
In passato la Cassa Depositi e Prestiti aveva mostrato interesse per questo asset, in particolare per la rete interbancaria nazionale, un’infrastruttura di importanza strategica nazionale. Il fondo Tpg potrebbe, quindi, collaborare con Cdp ma i contatti tra la Cassa e il fondo Usa non hanno portato a progressi significativi, secondo quanto riferito a Bloomberg da fonti vicine al dossier. Tanto che il gruppo specializzato in factoring, Bff Bank, starebbe valutando la possibilità di unirsi a Cdp per una controfferta, hanno precisato le fonti.
In precedenza, Il Corriere della Sera ha riportato che Tpg avrebbe offerto al gruppo italiano 850 milioni di euro per l’intera divisione Digital Banking Solutions che nel 2024 ha fatturato 389 milioni di euro e che comprende la rete interbancaria nazionale. «Riteniamo che la vendita della divisione Digital Banking Solutions rappresenterebbe un elemento positivo per Nexi, coerente con la strategia di dismissioni di attività non-core con minori prospettive di crescita e un perimetro societario più snello», commenta Equita, osservando che l’offerta di 850 milioni di euro implica un multiplo ev/ebitda implicito di 6, in linea con quello di Nexi e leggermente superiore alle ipotesi circolata diversi mese fa , quando si parlava di un potenziale deal da 800 milioni con l’interesse di F2i per la stessa divisione.
«Assumendo un incasso di 850 milioni, il rapporto debito netto/ebitda 2025 di Nexi si ridurrebbe a circa 2,2 volte da 2,4. Il titolo tratta a un multiplo p/e adjusted 2025-2026 di 8-7 con un rendimento del free cash flow del 13%/15%, quindi confermiamo il rating buy e il target price a 9 euro», precisa Equita.
Secondo i calcoli di Mediobanca Research (rating neutral sull’azione) l’operazione ridurrebbe la leva finanziaria netta di Nexi sotto 2,4 rispetto a 2,7 di fine 2024, ovvero diminuirebbe il debito netto del 17%. Inoltre, la vendita migliorerebbe il profilo di crescita e la redditività di Nexi: «al netto dell'intera divisione, il tasso medio annuo di crescita dei ricavi nel periodo 2024-2027 sarebbe superiore al 4% rispetto al 3,8% delle nostre attuali stime; il margine ebitda nel 2024-2027 aumenterebbe di circa 140 punti base verso il 56% rispetto al 55% stimato nel 2027. Consideriamo la potenziale cessione della divisione come un catalizzatore positivo per la storia azionaria di Nexi e per un suo re-rating», indica Mediobanca Research.
Anche per Banca Akros la cessione della divisione è strategicamente positiva per Nexi poiché si tratta di un asset privo di crescita. «Dal punto di vista finanziario, dovrebbe liberare risorse per ridurre ulteriormente l'indebitamento e aumentare la remunerazione degli azionisti. Confermiamo il nostro rating buy sull’azione e il target price a 8 euro», afferma Banca Akros che per fine 2025 si attende un utile netto in aumento rispetto al 2024 a 787 milioni di euro con un dividendo di 0,25 euro per azione (rendimento del 4,8%), utile visto salire a 854 milioni nel 2026 (dividendo di 0,27 euro per azione, yield del 5,2%). (riproduzione riservata)