Nel club esclusivo degli champagne Barons de Rothschild
La maison de Champagne Barons de Rothschild festeggia vent’anni e punta in Italia con sei nuovi affiliati del Club Ambassadeurs, network internazionale con oltre 400 membri nel mondo
Questo è l’anno dell’Italia per la maison de champagne Barons de Rothschild che, proprio nel 2025, festeggia anche i suoi primi 20 anni di vita. Distribuita dal 2023 da Domori, realtà fondata nel 1997 e parte del Polo del Gusto, holding di Riccardo Illy che riunisce marchi d’eccellenza del mondo food and beverage, l’etichetta della dinastia che da oltre due secoli è legata indissolubilmente al mondo dei vini più nobili.

Con i suoi domaines, Rothschild è un simbolo dell’arte enologica della regione dei grandi vini di Bordeaux e questo capitolo rappresenta una nuova storia racchiusa in un savoir faire unico, simbolo di una forte connessione familiare. «Quest’ultima avventura incarnava un sogno, ma soprattutto doveva essere condivisa.

Sapevamo che sarebbe stato il “nostro” Champagne», racconta Philippe Sereys de Rothschild, a capo di Château Mouton Rothschild e di una delle tre grandi famiglie della stirpe con Ariane de Rothschild (Château Clarke - Edmond de Rothschild Group) ed Eric e sua figlia Saskia de Rothschild (Château Lafite Rothschild).
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«Ci abbiamo messo più tempo del previsto», ammette Philippe Sereys de Rothschild, «per arrivare ai risultati di oggi, che però sono esattamente ciò a cui aspiravamo. Questi vini sono preziosi per noi e non a caso ci abbiamo messo il nostro nome». Al centro della produzione della maison, pari a circa 500mila bottiglie all’anno, c’è lo Chardonnay proveniente dai terroir Grand e Premier Cru della Côte des Blancs e della Montagne de Reims.

Questa giovane realtà nel 2016 ha dato vita a un altro viaggio, ossia la creazione di un network internazionale, chiamato il Club Ambassadeurs, che oggi conta più di 400 membri in tutto il mondo tra ristoranti e hotel, relais ed enoteche. Quest’anno anche l’Italia, quarto Paese per distribuzione della maison dopo il Giappone, la Francia e gli Stati Uniti, è entrata a farne parte con le sue prime Ambassades. Un ingresso alla grande con ben sei affiliati, a dimostrazione di un legame che va rafforzandosi.
I sei primi indirizzi entrati nel circuito sono il Grand Hotel Principe di Savoia di Viareggio, il Park Hyatt di Milano, Villa Fiorella Art Hotel di Massa Lubrense, Borgo San Jacopo di Firenze, Trattoria Lazzati di Milano e Villa Agrippina Gran Meliá a Roma. Ed entro l’anno è attesa un’altra prestigiosa new entry.
«L’Italia per noi rappresenta molto più di un mercato, è una filosofia. Il Paese, per tradizione impregnato di un senso profondo del bello, sa riconoscere i prodotti di qualità in ogni settore. Quello che vogliamo fare viene compreso e condiviso», precisa Philippe Sereys de Rothschild, «le affiliazioni sono un passo cruciale del nostro approccio, che punta molto sul rapporto diretto con luoghi che ben ci rappresentano e con le persone. Organizziamo eventi in cantina e cene presso le nostre Ambassades per valorizzare il legame con tutte le realtà che abbiamo selezionato e prescelto».

Per festeggiare il suo 20° anniversario, Barons de Rothschild ha inaugurato anche due nuove strutture produttive nella regione della Champagne.La prima, varata nel 2024, è situata a Oger ed è destinata all’affinamento delle bottiglie, all’etichettatura e alla logistica. Mentre la seconda, situata a Vertus, è stata inaugurata a giugno e ospita le attività legate alla vinificazione. I progetti sono firmati da Pace Architectes, lo studio dell’architetto Giovanni Pace, originario di Napoli, ma dagli anni 80 di stanza Francia, anzi a Reims, dove ha firmato molti progetti: residenze private, hôtel particulier, maison di prestigio fino alla Cattedrale di Reims. (Riproduzione riservata)
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