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Nel backstage con Daniele Rustioni

Il direttore d’orchestra italiano, uno dei più interessanti della sua generazione, si racconta in esclusiva tra il Lago di Como e il Theatre District a Londra

di Melania Guarda Ceccoli
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A 42 anni, Daniele Rustioni è considerato uno dei direttori d’orchestra più interessanti della sua generazione. Presenza costante sui podi delle principali orchestre sinfoniche e dei teatri d’opera internazionali, Rustioni ha diretto ovunque dall’Europa al Nord America fino all’Asia e, da settembre 2025, è Principal Guest Conductor del Metropolitan Opera di Londra (che in tutta la sua storia ne conta solo tre). Il suo repertorio operistico conta oltre 70 titoli e attraversa secoli e tradizioni diverse, riflettendo una visione ampia e curiosa della musica e non solo…

Nel backstage con Daniele Rustioni

1. Colico.

Ho due rifugi dell’anima. Il primo è Colico, sulla punta nord del Lago di Como, luogo d’infanzia di mia moglie che negli anni è diventato anche il mio. È uno spazio di lentezza, fatto di passeggiate sulle Prealpi, ristoranti affacciati sull’acqua, spiagge e gite in barca in uno dei paesaggi più suggestivi al mondo.

2. Londra.

Qui custodisco le mie partiture, il pianoforte e le amicizie più care. L’appartamento nel Theatre District di Londra, dove vivo con la mia famiglia dal 2018, è il mio secondo rifugio dell’anima, con Colico, due luoghi agli antipodi per ritmo e atmosfera, ma entrambi necessari: la quiete del lago e l’energia di una capitale culturale globale.

3. La fanciulla del West.

Conoscevo La fanciulla del West di Puccini attraverso lo studio della partitura, ma dirigerla dal podio è stata una scoperta sorprendente. È accaduto nel 2022 alla Bayerische Staatsoper di Monaco e nel 2024 all’Opéra National de Lyon, dove ero direttore musicale. È un’opera di una raffinatezza orchestrale straordinaria, con una forza quasi cinematografica, che meriterebbe di essere frequentata dal grande pubblico quanto i titoli più celebri di Puccini. In ambito sinfonico, invece, la folgorazione è stata Anton Bruckner, in particolare la Settima Sinfonia: un universo espressivo vastissimo, che richiede tempo, ascolto e una disponibilità emotiva totale.

4. La voce.

Il mio primo strumento è stata la voce. Da bambino cantavo nel coro della chiesa con mia madre e poi entrai nel coro di voci bianche del Teatro alla Scala. Quell’esperienza ha segnato il mio destino musicale. Respirare la musica insieme agli altri è qualcosa di profondamente umano e ancestrale. Scelsi il violoncello perché è lo strumento più vicino alla voce, poi mi diplomai in organo, pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano. Il pianoforte è stato centrale per il lavoro sull’opera, mentre l’organo mi ha educato all’ascolto timbrico. La direzione d’orchestra è arrivata più tardi, intorno ai 23 anni, dopo molta gavetta in teatro e grazie agli incoraggiamenti di musicisti e direttori che hanno creduto in me.

5. Riccardo Muti.

È stato il primo grande direttore che ho visto da vicino quando ero alla Scala: un segno lo ha lasciato, soprattutto per il rigore e l’etica professionale. Ho imparato molto anche osservando Noseda, Pappano, Gelmetti, Davis, Norrington, Barenboim e Rattle. La qualità che più ammiro è l’umiltà nei confronti della musica e il rispetto per l’orchestra: i musicisti scelgono di suonare con un direttore, non per lui.

6. Le orchestre giovanile.

Ho lavorato a lungo con istituzioni come quella dell’Accademia della Scala, l’Orchestra Giovanile Italiana, la Juilliard School Orchestra e la Royal Academy of Music. L’energia dei giovani è contagiosa: l’entusiasmo spesso compensa le inevitabili mancanze tecniche. Per il pubblico è anche una metafora sociale potente: persone diverse che si ascoltano per costruire armonia.

7. Viaggiare lentamente.

Per lavoro volo molto, quindi nei viaggi di piacere preferisco muovermi in treno o in auto, e mete più vicine alla natura: Mediterraneo, montagne, parchi naturali. Le esperienze più intense arrivano spesso dopo cammini lenti, senza una meta precisa. Prima di un concerto ho bisogno di riposo e concentrazione: dormo, medito, respiro. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 21/02/2026 00:00
Ultimo aggiornamento: 21/02/2026 00:00
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