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Settore nautico in espansione. Il successo del Made in Italy tra fusioni e borsa, la parola ai protagonisti

Con un valore di 7,3 miliardi di euro la cantieristica italiana segna un altro anno da record. In occasione dei tre Saloni d’autunno, a Cannes, Genova e Montecarlo, la parola va ai protagonisti

di Fabio Petrone
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Il settore nautico si conferma come uno dei pilastri del Made in Italy. Grazie alla sua capacità di portare innovazione, tecnica e stilistica grazie alla qualità dei suoi prodotti, il bello e ben fatto della nautica italiana ha generato la forte crescita registrata negli ultimi anni sia dai cantieri che firmano le barche, sia dalla filiera che ne supporta la costruzione.

Cannes Yachting Festival, dal 10 al 15 settembre.
Cannes Yachting Festival, dal 10 al 15 settembre.

The State of the Art of the Global Yachting Market

Lo evidenziano i dati dello studio The State of the Art of the Global Yachting Market, realizzato da Deloitte per Confindustria Nautica, presentato a luglio 2024. Il valore di produzione dell’industria nautica italiana nel 2022 ammonta a 7.3 miliardi di euro. Il 70% dei ricavi è stato generato da cantieri attivi anche nella produzione di superyacht e quasi il 90% della produzione nazionale è stata destinata a mercati internazionali.

Il Salone nautico di Genova, dal 19 al 24 settembre.
Il Salone nautico di Genova, dal 19 al 24 settembre.

La cantieristica nautica italiana è la seconda industria mondiale con una quota di mercato pari a quasi il 15% della produzione globale. Ancora più eclatanti sono i dati nell’ambito dei superyacht, ossia oltre i 24 metri di lunghezza. In questo caso, l’Italia risulta leader mondiale con una quota di mercato del 54% in termini di volume e del 31% per valore del portafoglio ordini, che mostra una significativa crescita nel segmento tra i 30 e i 60 metri.

Monaco Yacht Show, dal 25 al 28 settembre.
Monaco Yacht Show, dal 25 al 28 settembre.

Si può fare ancora meglio?

Probabilmente sì, seguendo la strada delle aggregazioni. Sempre dallo studio di Deloitte emergono, infatti, altri numeri che fanno riflettere. Il settore della nautica da diporto italiano continua a essere molto frammentato, con un’alta presenza di produttori di piccole e medie dimensioni. Il futuro è nelle mani dei grandi player, che hanno l’organizzazione, e soprattutto la forza finanziaria, non solo per investire continuamente in nuovi modelli, ma anche per proporli in tutto il mondo. Anche per questo motivo si prevede un aumento delle operazioni di M&A, fusioni e acquisizioni che, nel triennio 2021-2023, sono state circa 400 a livello globale, di cui 30 in Italia. L’ultimo, in ordine di tempo, è l’acquisizione da parte del gruppo Sanlorenzo del cantiere finlandese Nautor Swan, fino a poco tempo fa controllato da Leonardo Ferragamo.

Lo sbarco in Borsa

Un ulteriore impulso alla crescita delle aziende e alla loro internazionalizzazione potrebbe venire dallo sbarco in Borsa di nuove realtà. Dopo le quotazioni dei gruppi Sanlorenzo, Ferretti, di The Italian Sea Group e Bellini Nautica, oltre a quella recentissima del 1° agosto dei gommoni di Novamarine, altri grandi nomi del settore sembrano avere i requisiti per arrivare presto allo sbarco in Piazza Affari, un ulteriore segnale che la nautica Made in Italy è in ottima salute.

Alberto Galassi, ad Gruppo Ferretti

Modena, Avv. Alberto Galassi Amministratore Delegato Ferretti Group 2023-07-17 © Massimo Sestini
Modena, Avv. Alberto Galassi Amministratore Delegato Ferretti Group 2023-07-17 © Massimo Sestini

Alla prova del mercato è stato doppiamente promosso, Alberto Galassi, amministratore delegato del Gruppo Ferretti: «Siamo la case history più studiata e ammirata nel settore degli yacht di lusso», dice con l’energia e l’entusiasmo che lo contraddistingue. «Continuiamo a crescere a doppia cifra, abbiamo raggiunto la doppia quotazione in Borsa su Milano e Hong Kong e gran parte delle nostre barche sono già vendute o prenotate fino al 2026». Il segreto del successo di Ferretti Group non è poi così segreto: «È il frutto di una visione industriale che ci ha da subito indirizzato verso l’innovazione», va dritto al punto Galassi, «lo sviluppo di nuovi modelli, la valorizzazione dei nostri sette brand (Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Itama, CRN, Custom Line e Wally, ndr) e gli investimenti in ricerca e sostenibilità tradotti in progetti concreti, come l’incredibile El-Iseo, il primo Riva full-electric».

Perché alla fine dei conti, tutto riporta a un’unica base solida: l’eccellenza dei prodotti, la costruzione e la vendita delle barche più belle del mondo. E questo balza all’occhio soprattutto a settembre, il mese della vetrina per la nautica con i grandi saloni. «Saremo lì con tutte le nostre novità», anticipa Galassi, «l’ammiraglia Custom Line da 50 metri, la stupenda Navetta 38, poi Pershing GTX80, Ferretti Yachts INFYNITO 80, Ferretti Yachts 670, wallywhy100 e wallypower50, Riva El-Iseo. E così tanti altri modelli, che non si riesce a elencarli tutti, meraviglie che possono essere realizzate solo in Italia e solo con l’heritage e la maestria dei nostri cantieri».

Nel 2023 Ferretti ha registrato un utile netto di 83,5 milioni di euro, con un aumento del 38% rispetto all’anno precedente, e un giro d’affari di 1,1 miliardi di euro, con un incremento dell’11%. E le previsioni per il 2024 sono ancora più positive. «Vogliamo rendere ancora più consistente la nostra crescita cogliendo le opportunità di acquisizioni e fusioni importanti, per creare il più grande gruppo nautico del mondo», conferma Galassi. Abbiamo rinnovato i nostri cantieri, per esempio a La Spezia, e stiamo lavorando al polo produttivo di Ravenna che occuperà 100mila metri quadrati. E a Forlì abbiamo inaugurato un nuovo corso di laurea in Ingegneria Nautica».


Massimo Perotti, ceo di Sanlorenzo

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La conferma che il settore va nella direzione delle M&A è arrivata a fine luglio con l’annuncio ufficiale di Massimo Perotti, ceo di Sanlorenzo, gruppo da 840 milioni di euro di fatturato con due brand, Sanlorenzo e Bluegame, dell’acquisizione delle imbarcazioni a vela di lusso Nautor Swan. L’accordo dell’anno è stato trovato con la famiglia Ferragamo per la cifra di 80,9 milioni e coinvolge 13 società in 7 Paesi. L’operazione avviene in due fasi: il 60% subito e il restante 40% entro il 2028. «Questa acquisizione ci permette di espandere il nostro portafoglio con i marchi di Nautor Swan, tra cui Swan, Maxi Swan e ClubSwan per le barche a vela, e Shadow e Arrow per gli yacht a motore. Stiamo parlando di brand di nicchia ultra-esclusivi la cui filosofia è perfettamente coerente con quella di Sanlorenzo. Il 2024 si sta dimostrando essere un anno di grande fermento per il settore nautico. Vediamo una crescente domanda di yacht sempre più grandi e tecnologicamente avanzati, con un forte interesse verso soluzioni sostenibili e a basso impatto ambientale», sottolinea Perotti. «I clienti cercano non solo il lusso, ma anche l’innovazione e la personalizzazione estrema. Per il 2025 ci aspettiamo un’ulteriore crescita, trainata dall’aumento della domanda in mercati emergenti e da una maggiore attenzione all’ambiente. La nostra scommessa è su innovazione e sostenibilità». Le previsioni sono rosee con connotazioni green per Perotti: «Un esempio significativo è il 50Steel, il primo superyacht al mondo con sistema Reformer Fuel Cell a metanolo verde, che rappresenta un passo avanti nella riduzione delle emissioni. Un impegno che continueremo a portare avanti, investendo in innovazione per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione, e puntando su soluzioni che combinano lusso e rispetto per l’ambiente».

Marco Valle, ceo di Azimut Benetti

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«Il mercato dello yachting oggi viaggia a due velocità», sintetizza con un’efficace metafora Marco Valle, ceo di Azimut Benetti che con 1,3 miliardi di euro di fatturato è il primo gruppo di nautica italiana per valore di vendite. «La domanda di yacht superiori ai 24 metri è consistente e il mercato è vivace. Al contrario, la domanda d’imbarcazioni di dimensioni inferiori sta mostrando segni di rallentamento, con indici percepibili già nel 2023. In questo scenario, la strategia del Gruppo ha fatto e fa la differenza. In particolare, per noi si è rivelata vincente la combinazione tra l’offerta di prodotti distintivi e innovativi, il posizionamento corretto dei brand Azimut e Benetti, con target definiti e presenza capillare a livello internazionale. Questo approccio ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi anche migliorativi rispetto al target nel 2024/2025».

Giovanni Costantino, fondatore e ceo di The Italian Sea Group

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Rinforzo positivo per il 2024 arriva anche da Giovanni Costantino, fondatore e ceo di The Italian Sea Group (TISG): «La crescita esponenziale registrata negli ultimi anni è il risultato di un modello di business che funziona. Lo rivelano i dati dell’Order Book, oggi a quota 1,3 miliardi di euro. È un valore che ci offre serenità per i prossimi anni. Per la fine dell’anno prevediamo un fatturato tra i 400 e 420 milioni di euro; nel 2025 prevediamo un altro incremento a 430-450 milioni di euro, per poi raggiungere i 500 milioni nel 2027». E anche per TISG di Costantino l’ottimismo si basa su solide realtà: «Al centro del nostro successo c’è una visione estremamente chiara che ha accompagnato il Gruppo fin dall’inizio: offrire una produzione artigianale di estrema eccellenza sostenuta da moderni sistemi industriali, posizionandoci così in un segmento nuovo nel mondo della nautica».

Marcello Veronesi, chief strategy officier Cantiere del Pardo

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Parla di resilienza e adattamento al contesto, Marcello Veronesi, chief strategy officier Cantiere del Pardo, perché, se il mercato vede positivo, non sempre il contesto internazionale lo è altrettanto. Soprattutto quando l’orizzonte da cui si guarda è quello largo di una holding come Oniverse, gruppo da oltre 3 miliardi di fatturato cui fanno capo brand come Calzedonia e Intimissimi, Falconeri e Antonio Marras. L’ingresso in Cantiere del Pardo (che ha in portfolio i marchi Grand Soleil Yachts, Pardo Yachts e VanDutch Yachts) è recente, nell’agosto 2023, e «rientra nella scelta di diversificare», racconta Veronesi. «Nelle barche arriviamo da outsider, siamo pronti ad imparare e a prenderci gusto. La nostra visione è nel lungo periodo. Nell’anno nautico 2023-24 abbiamo assistito a una normalizzazione del mercato, tuttavia noi abbiamo mantenuto la nostra posizione. Il cantiere, in passato, ha maturato l’esperienza nel gestire periodi in cui gli ordini sono più difficili da chiudere, per cui siamo preparati per affrontare il 2025 con un approccio più conservativo, ma pronti ad accelerare nel momento in cui il mercato dovesse ripartire con ritmi sostenuti». E conferma che il settore sembra essere più stabile sulle imbarcazioni di maggiori dimensioni. «Stiamo lanciando tre novità nel segmento dei 70 piedi: Pardo Endurance 72, che sarà hospitality yacht di Luna Rossa durante la Coppa America; Pardo GT75, che presentiamo in anteprima mondiale al Cannes Yachting Festival, e VanDutch 75, in fase di ultimazione, che presenteremo nel 2025. Lo stesso per il brand Grand Soleil Yachts presente al salone francese con le due ammiraglie di 65 e 72 piedi». La fascia dai 30 ai 60 piedi è altrettanto presidiata con il GS 52 Performance, World Première a Cannes, e con un progetto altamente innovativo come quello del GS Blue. «L’obiettivo del gruppo Oniverse è quello di far crescere l’azienda attraverso il potenziamento degli asset produttivi e dei progetti trasversali che mirano a una sempre maggiore attenzione nei confronti dei clienti. Ci stiamo concentrando anche su tutti i tools digitali e sull’attivazione di partnership in ambito comunicazione e marketing per aumentare la brand awareness dei nostri marchi».

Diego Deprati, ceo Baglietto

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«Nel 2024 celebriamo il nostro 170° anniversario», racconta Diego Deprati, ceo Baglietto, «ed è l’anno che ha visto il cantiere impegnato in molte attività. Sei consegne di imbarcazioni da 41 a 52 m e 22 yacht in costruzione, numeri rilevanti per un cantiere-boutique come il nostro, specializzato in modelli unici. Abbiamo anche presentato due nuovi modelli: il FAST50 e l’X50, sui quali puntiamo molto per il futuro, per un nuovo concetto di Heavy Duty luxury yacht che offre l’opportunità di lunghe navigazioni con viste panoramiche impagabili».

Ugo Pellegrino, ceo di Arcadia

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Stagione positiva anche per un altro cantiere-boutique come Arcadia, come racconta il ceo Ugo Pellegrino: «Sono state consegnate cinque imbarcazioni per un controvalore superiore ai 35 milioni di euro e il nuovo A96, capostipite del concetto di Yachting in Wellness della nuova gamma Arcadia, ha ricevuto un ottimo riscontro da parte di professionisti e clienti. Il prossimo obiettivo è accrescere la nostra capacità produttiva restando fedeli al nostro modello di cantiere-boutique che stabilisce rapporti profondi e univoci con ciascun cliente». (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 07/09/2024 10:18
Ultimo aggiornamento: 08/09/2024 10:08
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