Niente viaggio a Washington. Ma non per una divergenza all’interno della maggioranza, bensì per un altro impegno in agenda. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, approfitta del question time alla Camera per fare chiarezza con i giornalisti presenti sull’incontro, poi annullato, con il capo del Pentagono, Pete Hegseth previsto per venerdì 14 novembre.
«Venerdì sarò a Berlino per l’E5, il vertice sulla Difesa europea con gli omologhi francesi, tedeschi, polacchi e inglesi», ha spiegato il titolare di Palazzo Baracchini ai cronisti in Transatlantico. «Sto preparando il dodicesimo pacchetto di aiuti che, a breve, presenterò al Copasir», ha poi aggiunto negando l’esistenza di pressioni politiche in merito all’acquisto di armi americane da inviare a Kiev.
Proprio l’invio di nuovi armi da inviare in Ucraina doveva essere il motivo del viaggio negli Stati Uniti. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il mandato che la premier Meloni aveva dato al titolare della Difesa era quello di preparare il terreno a un possibile coinvolgimento di imprese italiane al programma Purl, acronimo di «Prioritized Ukraine Requirements List», gestito dall’Alleanza atlantica.
E al di là dei malumori della Lega e del viaggio a Berlino, uno dei motivi per cui il viaggio è stato cancellato è di natura prettamente economica. Le risorse infatti sono limitate, come dimostra il tira e molla sulla nuova legge di Bilancio, e a gestire la cassa è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha già dato voce alle difficoltà di maggiori uscite militari.
Scenario confermato anche dalle parole che il ministro Crosetto ha poi speso durante il question time. «Sarà il parlamento, attraverso l’esame della manovra dei prossimi anni a definire e modulare il percorso anno per anno, in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità e sicurezza nazionale», ha detto, rassicurando però sul traguardo dell’obiettivo Nato.
«Ho avuto assicurazioni dal ministro Giorgetti che, una volta usciti dalle procedure di deficit eccessivo, l’incremento per le spese della difesa sarà dello 0,15% del pil sia nel 2026 sia nel 2027, per poi salire dello 0,20% per il 2028». Intanto il dicastero è al lavoro per «un disegno di legge per il riordino complessivo della difesa, abbiamo delineato le principali direttive normative operative necessarie per rendere la difesa più moderna, efficace e pronta al contrasto delle minacce ibride». (riproduzione riservata)