Non solo prodotti nell’underwater. Nella nuova identità di Fincantieri da prime contractor per le commesse sulla difesa sotto il livello del mare con il neonato polo tecnologico della subacquea manca una struttura commerciale ad hoc. Quella che invece in superficie, nel business della costruzione delle navi militari, il gruppo della cantieristica guidato da Pierroberto Folgiero ha creato nel tempo con Orizzonti Sistemi Navali, la joint venture da oltre 670 milioni di euro di fatturato ideata nei primi anni 2000 con Leonardo non solo per realizzare imbarcazioni da guerra, ma anche per partecipare alle varie gare internazionali e assistere il committente lungo tutto il ciclo di vita della nave.
È questo uno dei motivi per cui, dopo aver messo a segno a luglio nella subacquea un poker di acquisizioni da 600 milioni (NextGeo, WSense, Graal Tech e Defcomm) che le permetteranno di completare industrialmente la filiera underwater integrando mappatura, comunicazioni, droni subacquei e di superficie, mothership e tradizionali sottomarini, Fincantieri ha siglato un memorandum (mou) con ThyssenKrupp Marine Systems (Tkms) per «rafforzare - si legge in una nota congiunta - la collaborazione di lunga data nel settore subacqueo e definire entro fine anno un quadro di partnership industriale più integrata anche con nuovi progetti e valorizzazione di sinergie».
Il nuovo polo garantirà a Fincantieri già quest’anno 1,1 miliardi di ricavi e 220 milioni di ebitda. Fin dal suo insediamento nel 2022, Folgiero aveva messo nel mirino la divisione tedesca di Thyssen che assemblea sottomarini, divisione che il colosso siderurgico teutonico oggetto di un piano di ristrutturazione puntava a valorizzare anche per uscire dalla crisi.
Per Tkms erano state studiate varie opzioni: dall’m&a fino all’ingresso nel capitale con una quota a due cifre, ma la strada scelta dell’ipo (quotazione del 49% del capitale) a ottobre dello scorso anno ha lasciato spazio solamente al rafforzamento della partnership che comunque Folgiero ha sempre detto di cercare.
I due gruppi già collaborano dagli anni ‘90 con focus quasi esclusivo sulla tecnologia dei sottomarini (programmi U212A e U212Nfs) e lo scorso anno hanno esteso la partnership industriale alla partecipazione alla gara per i sommergibili delle Filippine.
Ora, in un mercato frammentato, Fincantieri e Tkms provano a costruire una piattaforma industriale europea con nuovi prodotti, programmi e sinergie di costo. L’obiettivo è aggredire il mercato globale della subacquea che per il gruppo italiano vale circa 400 miliardi. Difficile capire se, come fatto con Leonardo, Fincantieri darà vita a jv ad hoc. (riproduzione riservata)