Mundys, la holding infrastrutturale che controlla Abertis, Adr, Telepass e Yunex, volta definitivamente pagina rispetto al Covid, schivando anche caro-benzina e crisi geopolitica. Gli aumenti del carburante e i focolai di guerra non hanno infatti fiaccato gli spostamenti e la voglia di viaggiare.
Assieme a quello autostradale, anche il traffico aeroportuale in transito in primis nei due grandi scali romani, Fiumicino e Ciampino (Adr), e in quelli della Costa Azzurra (Aca) torna definitivamente ai livelli pre-pandemia nell’ultimo trimestre dello scorso anno, consentendo al gruppo capitanato dal tandem Edizione dei Benetton (al 57%) e il colosso americano Blackstone (al 37,8%) di chiudere il 2023 con risultati in forte crescita e di distribuire agli azionisti 753 milioni di euro di dividendi (+24%). Nel 2022 il monte-cedole era stato di 606 milioni.
Il primo bilancio firmato interamente dall’ex DoValue Andrea Mangoni ha fatto segnare ricavi in crescita del 16% a 8,6 miliardi (dai 7,4 miliardi del 2022), di cui 6,3 miliardi (il 73%) garantiti dal business autostradale e 5,53 miliardi in particolare dalla spagnola Abertis. Questo anche grazie agli aumenti tariffari che hanno tenuto conto dell’inflazione. Il tutto, a fronte di 1,6 miliardi di investimenti messi in cantiere da Mundys che ha incrementato anche il capex di 300 milioni (+18%).
Solo 1,7 miliardi di ricavi arrivano dall’Italia (il 20%), segno che ormai l’ex Atlantia è un gruppo che opera principalmente sui mercati esteri. Anche l’ebitda è salito a due cifre (+12%) a 5,1 miliardi (dai 4,5 miliardi dello scorso anno), di cui 4,4 miliardi (l’85%) in arrivo sempre dalle 46 concessioni autostradali e 3,88 miliardi dalla società gestita in partnership con il patron di Acs Florentino Perez. Oltre ad Abertis, Mundys ha in portafoglio anche il Grupo Costanera, il principale operatore nel Paese sudamericano con 7 concessioni ed oltre il 50% della rete urbana di Santiago.
I quasi 9.000 chilometri in concessione fra Europa e Americhe hanno fatto registrare traffico in ascesa del 3,2% mentre nel comparto aeroportuale i passaggi sono aumentati di oltre il 30% (+35,3% sugli scali italiani). Anche il debito di gruppo è salito a quota 32,1 miliardi, ma è l’effetto del consolidamento di circa 5 miliardi di debito delle nuove società acquisite da Abertis nel secondo semestre, come l’autostrada SH-288 di Houston, le quattro nuove autostrade a Porto Rico e l’Autovia del Camino nel nord della Spagna.
Entro giugno è atteso il closing della vendita delle attività brasiliane di Ab-Concessoes, che porterà nelle casse del gruppo circa 200 milioni da mettere a servizio dello sviluppo. (riproduzione riservata)