In seguito al lancio dell’ops su Mediobanca da parte di Mps, non si muovono solo le azioni, ma anche i bond dei due istituti di credito. Lunedì 27 gennaio il database di Bloomberg ha messo in evidenza che un'obbligazione già sul mercato da parte di Piazzetta Cuccia viene scambiata «molto più del normale rispetto ai bond simili», secondo un'analisi di tipo Z-score del debito investment grade denominato in euro venduto da società finanziarie.
Ma che cos’è lo Zero Volatility Spread? Si tratta del differenziale (spread, può essere nullo, quindi zero) che determina il rendimento aggiuntivo che un investitore può guadagnare da un'obbligazione societaria rispetto a un'obbligazione governativa definita priva di rischi. Il dato misura quindi l'incentivo o la ricompensa extra per l'assunzione del rischio di investire in una particolare obbligazione.
Nello specifico, si tratta dell’obbligazione 0,75% emessa da Mediobanca con scadenza il 2 novembre 2028, che ha fatto registrare uno Z-spread di 84,0 secondo Bloomberg, rispetto ad uno Z-spread medio dei titoli di debito dell’ambito finanziario di 3,66. Si tratta della «maggiore deviazione standard della media trimestrale».
milanofinanza.it è andata a verificare con un analista obbligazionario indipendente, Giacomo Alessi, come mai può essere emersa questa deviazione dopo l’ops, dal momento che entrambi gli istituti di credito sono solidi. «L’intreccio dietro le quinte dell’opa ostile di Mps verso Mediobanca è piuttosto articolato» nota Alessi, «nell’offerta sono state proposte 23 nuove azioni di Mps ogni 10 di Mediobanca, a questi termini difficilmente sarà possibile chiudere l’operazione in quanto la valutazione di 13 miliardi di Mediobanca è inferiore all’attuale capitalizzazione». La banca senese, infatti, ha un valore di mercato attorno a 8 miliardi di euro e deve convocare l’assemblea per varare un aumento di capitale riservato ad acquisire Mediobanca.
Le sinergie e possibilità di crescita paventate da Mps «sembrano essere poco attendibili, su tutte la revenue generation della corporate business unit valutata a 300 milioni che attualmente genera solo 180 milioni», prosegue l’analista. Da un punto di vista del reddito fisso, «la potenziale diluizione delle obbligazioni di Mediobanca in una nuova entitá Mps potrebbe segnare un downgrade delle note ed un allargamento dello spread».
I cds subordinati di Mediobanca (credit default swap) ovvero quegli strumenti Otc che permettono la protezione su eventuale default del debito, «hanno subito un sbalzo di 25 punti base da 115 a 140 nella giornata dell’annuncio, per poi riassestarsi in area 120», rientrando quindi dalla fiammata. Anche se «il governo italiano spinge per la fusione per creare un terzo polo bancario quasi all’altezza di Intesa e Unicredit, difficilmente l’operazione andrá a buon fine vista la barriera difensiva messa in atto da Nagel», conclude Alessi.
Intanto, dall’annuncio dell’ops, il titolo Mps ha ceduto quasi l’11% a 6,36 euro, Mediobanca ha acquisito il 7,6% a 16,52 euro. (riproduzione riservata)