Mps sale bene a Piazza Affari dopo la sentenza di assoluzione degli ex vertici. Il titolo guadagna giovedì 12 ottobre l’1,10% circa a 2,63 euro per 3,3 miliardi di capitalizzazione, poco più del Ftse Mib.
Nella giornata di ieri, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura Generale di Milano contro le assoluzioni, in sede di appello, di tutti i 15 imputati per le presunte irregolarità nelle operazioni di finanza strutturata realizzate da Mps tra il 2008 e il 2012. Confermate quindi anche le assoluzioni dell’ex presidente Giuseppe Mussari e dell’ex direttore generale Antonio Vigni. All’indomani della sentenza, storica, gli analisti fanno il punto della situazione sul futuro di Mps, controllata dallo Stato al 64%, in via di uscita come da accordi con Bruxelles.
Equita Sim conferma giovedì il rating hold e il target price di 3,3 su Mps. Secondo gli analisti, la notizia ha «un risvolto molto favorevole per la banca, dal momento che ritengono ragionevole possa portare a una riduzione significativa del petitum di 4,1 miliardi di euro relativo a contenzioni straordinari ed extragiudiziali».
La Sim milanese ricorda in tal senso che il petitum legato alle informazioni finanziarie 2008-11, al cui interno è presente il filone Vigni-Mussari, «ammonta a 1 miliardo e che «la sentenza favorevole della Corte di Cassazione nel caso Vigni Mussari è ragionevole possa essere propedeutica a un esito positivo della sentenza d’appello sul caso Viola-Profumo (informazioni finanziarie 2014-15), essendo legato con il filone precedente».
Il titolo Mps tratta con un rapporto P/TE atteso al 2024 di di 0,3 volte (attorno a 0,6 volte la media delle banche italiane), che equivale ad un ritorno del Rote adjusted dell’8% (12% quello di settore).
Anche gli analisti di Mediobanca Securities (neutral, prezzo obiettivo di 3 euro) tornano sul tema oggi, ricordando che le cause legali (sia civili che penali) relative all'era Vigni-Mussari (2008-2011) ammontano a 1 miliardo di euro su 4 miliardi di azioni legali straordinarie. Gli specialisti sottolineano poi che 0,9 miliardi di cause straordinarie (sia civili che penali) riguardano l'era Viola-Profumo (2014-15), successiva a quella Vigni-Mussari, quindi, «a nostro avviso, la notizia potrebbe avere un effetto positivo di ricaduta».
Mps, scrive Mediobanca, ha accantonato 1 miliardo a fronte del rischio legale sia straordinario che ordinario per 7,2 miliardi (la ripartizione degli accantonamenti non è stata resa nota).
«La sentenza di ieri è positiva per il titolo su base stand alone – scrivono gli analisti – perché aumenterebbe la fiducia nel suo valore contabile (book value), e anche dal punto di vista dell’M&A». A questo proposito, i broker di Piazzetta Cuccia ritengono «che ci voglia ancora del tempo perché le operazioni di M&A si concretizzino, nel frattempo, Mps continuerà ad accumulare capitale per facilitare il processo».
Mediobanca analizza anche i possibili effetti della sentenza sui bond di Mps presenti sul mercato. E spiega che «le notizie sono positive per i bond subordinati Lower Tier 2 (LT2), in particolare l’emissione con scadenza agosto 2030 (richiamabile il 25/01) e Mps 8 maggio 2030 (richiamabile nel 25/09). Entrambi vengono scambiati intorno ad un valore di 93/94 con un rendimento alla call (ytc) e a scadenza (ytm) intorno al 13%/12% dal momento che investitori sul debito sono preoccupati delle perdite inattese derivanti da contenziosi e costi di ristrutturazione». Ma le notizie di ieri «eliminano in parte questo pericolo», scrive Mediobanca.
Anche Citi ritiene che ora sussista un minore rischio legale dopo l'esito della sentenza della Corte di Cassazione a favore del precedente management di Mps (Mussari e Vigni). «Mps ha ancora 2 grandi processi il cui esito è pendente (uno contro il precedente management in attesa della sentenza della Corte d'appello e uno legato agli Npl), ma i progressi nel primo processo potrebbero far sì che il mercato diventi meno preoccupato su alcuni dei rischi legali del gruppo».
Mps, aggiunge Citi, ha circa 1,9 miliardi di euro di richieste di risarcimento danni e 2,2 miliardi di euro di richieste extragiudiziali, in base alle informazioni risalenti a giugno 2023.
Quale futuro per Mps ora? Secondo Citi, «i fondamentali sono migliorati grazie all’aumento dei tassi e il capitale è ora più forte grazie all’aumento di capitale. A nostro avviso la riduzione del rischio legale è un ulteriore passo positivo per riconquistare la fiducia del mercato nella vicenda».
A questo punto, un chiaro focus per il mercato sarà «probabilmente il piano del governo italiano di ridurre la propria partecipazione nella banca (circa 64%) e come avrà luogo l’exit, per esempio attraverso diverse operazioni di vendita sul mercato, una grande cessione o una fusione con un’altra banca». E chiaramente la tempistica dell’operazione straordinaria, conclude Citi. (riproduzione riservata)