L’indagine sulla scalata a Mediobanca arriva sul tavolo del consiglio di amministrazione di Montepaschi. Alla fine di questa settimana, probabilmente giovedì 4, Rocca Salimbeni riunirà secondo indiscrezioni il board sotto la presidenza di Nicola Maione per esaminare le carte dell’inchiesta milanese che vede indagati i due principali azionisti Francesco Gaetano Caltagirone (10,2%) e Francesco Milleri (con Delfin al 17,5%), assieme al ceo Luigi Lovaglio.
A differenza del gruppo romano e della cassaforte lussemburghese della famiglia Del Vecchio, la banca di Siena però non è indagata ai sensi della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi dai vertici nell’interesse aziendale.
Proprio la situazione attuale del ceo sarà uno degli aspetti più delicati della riunione dei consiglieri, in cui Lovaglio esporrà una relazione sul tema. A Rocca Salimbeni è stato già arruolato un team di legali esterni per coordinare i lavori e interagire con la Procura in maniera costruttiva, un modus operandi che la banca si è già prefissata la scorsa settimana alle prime notizie sulle indagini.
Gli amministratori dovranno poi verificare gli effetti del procedimento sui requisiti di idoneità del banchiere, requisiti che decadranno però soltanto dopo una sentenza di condanna in via definitiva. L’intero dossier sarà poi sottoposto alle autorità di vigilanza, Banca d’Italia e Bce. Oltre all’impatto reputazionale, a Siena c’è il timore che la nuova grana giudiziaria vada a ritardare il lavoro dei cantieri di integrazione della neo acquisita Mediobanca.
Lovaglio ha fissato fine marzo come termine per la presentazione del nuovo piano industriale che conterrà anche indicazioni sulla conformazione del nuovo gruppo e, in particolare, sul delisting e la fusione della merchant nella capogruppo.
Come sta avvenendo in borsa sul titolo Mps (vedi box a fianco), l’inchiesta potrebbe avere strascichi anche sul processo di rinnovo della cda che, in vista della scadenza di aprile, fra qualche settimana entrerà nel vivo dopo l’approvazione da parte della Bce del nuovo statuto che introduce la lista del cda. Salvo imprevisti l’attuale board dovrebbe ricorrere alla lista del board uscente con le regole fissate dalla legge Capitali. E Lovaglio si gioca la riconferma.
Sulla vicenda Montepaschi è intervenuta anche Bruxelles puntualizzando di non essere più titolata ad esprimersi sulle mosse di Mps post-privatizzazione, a meno che il gruppo non raggiunga le soglie antitrust. «La Commissione non commenta le indagini penali nazionali, ricordiamo che per quanto riguarda la decisione del 2022 sugli aiuti di Stato, in seguito alla cessione della maggior parte della quota dell'Italia in Mps. La banca non è più vincolata al suo impegno di astenersi dalle acquisizioni e può intraprendere qualsiasi azione aziendali valuti appropriata per perseguire il suo interesse di impresa», ha spiegato il portavoce della Commissione Ue Olog Gill.
Intanto ieri l’assemblea di Mediobanca ha approvato il nuovo statuto che allinea l’esercizio contabile a quello di Siena: il bilancio ora termine il 31 dicembre di ogni anno e l’assise viene spostata di conseguenza ad aprile dalla data del 28 ottobre voluta da Enrico Cuccia. (riproduzione riservata)