Mouton-Rothschild si dimezza
I millesimi tra il 1945 e il 2010 hanno perso in media il 56% del valore. Débâcle causata dal tracollo dell’85% per una bottiglia del 1945
È alla ribalta stavolta il confronto tra le quotazioni spuntate alle aste sia quest’anno che l’anno scorso da 23 bottiglie di Château Mouton-Rothschild dei millesimi tra il 1945 e il 2010 (in tabella, solo i 16 confronti più significativi). Era facile prevedere quali risultati poteva cogliere questo premier cru bordolese (categoria sulla quale spira da qualche tempo la brezza del ribasso) nei mesi in cui il mondo, terrorizzato dalla pandemia di Covid-19, si era blindato nel lockdown, e infatti 18 prezzi in forte perdita, travolgendo 4 quotazioni in crescita e una rimasta pressoché invariata, hanno confermato i pronostici negativi. Neanche i più pessimisti, però, avevano immaginato che complessivamente le quotazioni di Mouton-Rothschild potessero più che dimezzarsi.
E invece le 23 bottiglie, che nel 2019 costavano 37.206 euro, sono state pagate alle aste di quest’anno 16.270, e i 20.936 euro che hanno perso per strada rappresentano il 56% del loro valore. Ma il fatto più sorprendente è che la perdita sarebbe del 27%, cioè grave ma non catastrofica, se non fosse per una bottiglia del millesimo 1945, il cui prezzo ha subito un tracollo dell’85% rispetto all’anno scorso. Il fatto è che l’anno scorso, all’asta battuta da Sotheby’s a Londra il 20 marzo, una bottiglia del millesimo 1945 era stata aggiudicata per il triplo delle valutazioni di catalogo perché forniva sicure garanzie di autenticità e di perfetta conservazione: un exploit che fa tornare alla mente un vecchio detto popolare «Chi troppo in alto sal cade repente, precipitevolissimevolmente». (riproduzione riservata)
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