Mouton-Rothschild piace grande
Bilancio complessivamente positivo per le bottiglie di grande formato. Quotazioni in aumento del 5,12%. Bene magnum e doppio magnum
È alla ribalta questa settimana il confronto tra le quotazioni spuntate alle aste di quest’anno e a quelle dell’anno scorso da 21 bottiglie di grande formato di Château Mouton-Rothschild (in tabella, per motivi di spazio, solo le 16 più significative). Con 13 aumenti e otto diminuzioni di prezzo, il bilancio complessivo è abbastanza positivo: il valore delle 21 bottiglie è salito da 93.781 a 98.584 euro, e i 4.803 in più significano un profitto del 5,12%. Anche per Mouton, come già per Pétrus, i risultati ottenuti dai formati speciali appaiono molto diversi da quelli registrati dalle bottiglie normali da 0,75 litri, contrassegnati invece da un moderato guadagno per le annate antiche e da una perdita (di entità pressoché equivalente) per le vendemmie più recenti. Niente di tutto questo per le quotazioni dei grandi formati. Il loro andamento però, se è equilibrato per quanto riguarda i millesimi, presenta invece sensibili differenze a seconda del tipo di bottiglia: i collezionisti sembrano infatti apprezzare, con otto rincari contro cinque deprezzamenti, le magnum (da un litro e mezzo) e ancor più le doppie magnum (da tre litri), premiandole con tre aumenti di prezzo. Si direbbero viceversa perplessi, con un aumento e una diminuzione di prezzo, davanti alle jeroboam (da cinque litri) e ancor più nei confronti delle imperial (da sei litri) con un solo aumento a fronte di due riduzioni. Si tratta però di indicazioni da verificare, vista l’esiguità dei dati a disposizione. (riproduzione riservata)
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