Mouton-Rothschild non brilla
Contrazione media del 23% alle aste per i diciassette millesimi dal 1924 al 1969
Alla ribalta sono questa settimana le vendemmie più remote di Château Mouton-Rothschild, quelle precedenti il 1970, mentre la prossima puntata sarà riservata alle bottiglie delle annate più giovani, secondo lo schema adottato da questa rubrica negli ultimi due anni per sfruttare al meglio l'abbondanza di dati messi a disposizione dalla moltiplicazione delle vendite all'incanto. Il confronto delle quotazioni che Mouton ha ottenuto alle aste di quest'anno con quelle che aveva spuntato l'anno scorso è risultato possibile per 17 millesimi che vanno dal 1924 al 1969 (ridotti a 16 in tabella per motivi di spazio). Come sempre avviene quando le bottiglie sono così vecchie, i risultati sono estremamente vari: complessivamente nove annate sono state pagate di più e otto di meno che nel 2021.
Ma l'entità delle diminuzioni di prezzo è stata ben diversa da quella dei rincari, visto che le 17 bottiglie, che l'anno scorso valevano 73.376 euro, si possono avere adesso con 56.307, cioè con 17.069 euro in meno. Come si può spiegare la perdita di oltre il 23%, quasi un quarto del valore complessivo? Un indizio lo fornisce la quarta colonna della tabella: in 13 casi su 17 all'asta c'era una sola bottiglia. Costrette dalla pandemia di Covid 19 a spostare il baricentro della loro attività su Internet, le aste dei vini hanno ampliato la loro clientela. Che tipi sono i nuovi frequentatori? Difficile stabilirlo: è evidente che ritengono le vecchie annate di Mouton mediamente sopravvalutate, ma per una di esse giudicata meritevole hanno pagato il 160% in più che nel 2021. (riproduzione riservata)
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