Mouton-Rothschild in recupero
I millesimi tra il 1928 e il 1990 hanno guadagnato in media l’8,75%
Protagonista questa settimana il confronto tra le quotazioni spuntate alle aste quest’anno e l’anno scorso da 22 bottiglie di Château Mouton-Rothschild dei millesimi tra il 1928 e il 1990 (in tabella, solo i 17 confronti più significativi). A un primo esame, il bilancio appare equilibrato: 11 prezzi in crescita, 10 in calo, uno pressoché invariato. In realtà le 22 bottiglie, che nel 2017 si potevano avere per poco più di 41.938 euro, alle aste del primo quadrimestre 2018 hanno accresciuto dell’8,75% il loro valore, che è arrivato a 45.533 euro. È un’inversione di tendenza: l’anno scorso i prezzi delle vendemmie meno giovani di Mouton erano scesi di quasi il 21% e nel 2016 erano crollati addirittura del 55%. A provocare questo sommovimento era stata un’asta battuta nel 2015 da Sotheby’s a Hong Kong nel corso della quale erano stati venduti all’incanto 263 lotti di bottiglie di Mouton, tutti provenienti dalla cantina dello Château. Le quotazioni erano volate letteralmente alle stelle, salendo complessivamente di circa il 150%. Il crollo del 76% circa verificatosi nei due anni successivi esprime la differenza che gli investitori attribuiscono alle bottiglie ben conservate e sicuramente autentiche prelevate dalle cantine dell’azienda rispetto a quelle che non forniscono queste garanzie. Il 76% in meno, però, è la metà del 150% in più ottenuto tre anni fa dalle bottiglie garantite dallo Château: nel frattempo, quindi, le quotazioni delle bottiglie non garantite sono in realtà cresciute. (riproduzione riservata)
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