Mouton-Rothschild, bene le giovani
Apprezzamento medio del 6% alle aste per le 16 annate più recenti. Registrati dieci rincari e solo quattro diminuzioni di prezzo
Protagoniste di questa seconda puntata sui risultati ottenuti da Châteaux Mouton-Rothschild alle aste del 2020 sono le vendemmie più recenti, mentre nella prima puntata erano le più antiche. Si tratta delle prime 16 annate dell’attuale millennio, e i loro risultati non potrebbero essere più diversi da quelli, molto deludenti, dei 16 millesimi d’antan presi in esame nella precedente puntata. Lo si intuisce fin dalla prima occhiata: con quattro prezzi diminuiti, due rimasti sostanzialmente invariati e ben 10 rincarati, è evidente che il loro bilancio non può che essere positivo. Difatti, tutte insieme, le 16 annate sono state pagate 7.942 euro mentre nel 2019 si potevano avere per 7.496, e i 446 euro di differenza equivalgono a quasi il 6% in più.
È un risultato in controtendenza: il bilancio complessivo dei 51 millesimi di Mouton quotati sia nel 2020 che nell’anno precedente è infatti in profondo rosso, e segnala una perdita del 25,04%, pari a 10.659 euro su 78.522. In realtà le quotazioni ottenute dalle vendemmie dell’attuale millennio segnano una svolta importante perché sono quelle su cui puntano gli investitori: lo testimonia, in tabella, la consistenza dei lotti aggiudicati, che sono in maggioranza di 12 bottiglie, mentre quelli (in vistoso ribasso) della precedente puntata erano quasi tutti di una bottiglia singola perché indirizzata prevalentemente ai collezionisti. Se si calcolasse sull’effettivo volume delle vendite all’asta anziché sul prezzo spuntato a bottiglia, l’entità del ribasso sarebbe ben diversa, forse si annullerebbe addirittura. (riproduzione riservata)
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