Mouton-Rothschild, antichi al top
Le vendemmie degli anni 40 e 60 hanno visto le quotazioni in crescita, ma ben 16 su 26 bottiglie hanno però registrato prezzi in calo
È alla ribalta stavolta il confronto tra le quotazioni spuntate alle aste quest’anno e l’anno scorso da 26 bottiglie di Château Mouton-Rothschild dei millesimi tra il 1928 e il 1985 (in tabella, solo i 17 confronti più significativi). A un primo esame, i risultati appaiono deludenti: 10 prezzi in salita contro 16 in discesa fanno presumere un bilancio fortemente negativo. E invece le 26 bottiglie, che nel 2018 si potevano avere per poco meno di 56 mila euro, alle aste dei primi cinque mesi del 2019 hanno accresciuto complessivamente del 6,37% il loro valore, che è arrivato a 59.564 euro. Ma basta dare un’occhiata alla tabella per rendersi conto che a capovolgere le previsioni sono state sei bottiglie delle vendemmie più antiche, tra gli anni 40 e i 60, alcune delle quali hanno raddoppiato o addirittura triplicato la loro quotazione.
Ma il lato più singolare di queste singolari moltiplicazioni di prezzo è che sono avvenute tutte a un’asta sola: quella battuta da Sotheby’s a Londra il 20 marzo scorso. Segno evidente che all’incanto erano state messe bottiglie che fornivano sicure garanzie di autenticità e di perfetta conservazione, anche se il catalogo le presentava semplicemente come provenienti da una remarkable cellar e la Master Wine Serena Sutcliffe nella sua prefazione si limitava a precisare che quella cantina rimarchevole è del Nord Europa. Non è la prima volta che accade: nel 2015 a far volare alle stelle le quotazioni di Mouton-Rothschild erano state però bottiglie provenienti direttamente dalla cantina dello Château. (riproduzione riservata)
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