Monte Lodoletta ha perso il 7%
Quotazioni in ribasso alle aste per le 14 annate dell’Amarone firmato Dal Forno. Risultato in controtendenza rispetto al +21% messo a segno dalle bottiglie di Quintarelli
Da una quarantina d’anni, ormai, le quotazioni degli Amaroni targati Romano Dal Forno, come il Monte Lodoletta protagonista di questa puntata, sono al vertice dell’eccellenza e gareggiano con quelle degli Amaroni firmati Giuseppe Quintarelli, presi in esame nelle scorse settimane. Non ci sarebbe di che stupirsi, dal momento che Dal Forno ha conosciuto personalmente il mitico Quintarelli e ha lavorato con lui prima di prendere le redini dell’azienda vitivinicola di famiglia nel 1983, puntando a raggiungere, come il suo maestro, il massimo della qualità. Ma il motivo per sorprendersi c’è, e come, perché mentre l’azienda di Quintarelli è a Negrar, nel cuore della Valpolicella, quella di Romano Dal Forno è a Cellore in val D’Illasi e la val d’Illasi, anche se è tra i monti Lessini, a nord-est di Verona, non fa parte della zona classica della Valpolicella.
Dal Forno è infatti il primo vignaiolo che è riuscito ad abbattere il pregiudizio secondo cui i Valpolicella prodotti fuori della zona classica sono di serie B. C’è riuscito adottando con l’aiuto dei figli Marco, Luca e Matteo le tecnologie più avanzate ma rispettando la tradizione con un rigore assoluto, puntando per esempio esclusivamente sui vitigni autoctoni, Corvina, Rondinella, Croatina e Molinara e sostituendo quest’ultima nel 1991 con l’Oseleta. Ma il pregiudizio non è del tutto abbattuto: mentre la quotazione degli Amarone col marchio Classico di Quintarelli è aumentata complessivamente del 21%, quella delle 14 annate di Monte Lodoletta firmate Romano Dal Forno è ribassata del 7,22%. (riproduzione riservata)
Native Content