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Montagne di debiti e l’Alzheimer minacciano una delle maggiori collezioni d’arte americane

Donald Bryant possiede una delle più grandi collezioni private di arte americana e tedesca del dopoguerra, ma lotta contro l’Alzheimer, e sua moglie deve mettere insieme 300 mila dollari al mese per pagare gli interessi o rischiare di perdere le opere d’arte a garanzia dei prestiti. Un monito per tutto il settore del collezionismo

di Kelly Crow
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Alcune opere nel salotto di casa Bryant (Photo: Rebecca McAlpin for The Wall Street Journal)
Alcune opere nel salotto di casa Bryant (Photo: Rebecca McAlpin for The Wall Street Journal)

Sei anni fa,  un imprenditore assicurativo di St. Louis, Donald L. Bryant Jr. , aveva agitato il pugno nella silenziosa sala d’aste di Sotheby's a New York per celebrare l’aggiudicazione di un "Paesaggio stradale" di Gerhard Richter per 37 milioni di dollari. Poco tempo dopo la sua terza moglie, Bettina Bryant, avrebbe provato un sentimento prossimo al terrore.

A quel tempo Bryant non lo sapeva ancora, ma aveva contratto il morbo di Alzheimer, e non aveva i contanti per pagare la “Vista di Piazza del Duomo a Milano" del 1968 che si era aggiudicato. La coppia aveva dovuto chiedere diversi prestiti, tra cui uno garantito da 13 opere di artisti come Ellsworth Kelly e Jasper Johns. Ottennero anche un anticipo da Christie's in cambio della vendita all'asta di un Willem de Kooning nel corso dell'anno. Per la signora Bryant, ex ballerina e consulente artistico, fu un monito.

In questi giorni, tutto il mondo dell'arte sta seguendo un corso intensivo di leva finanziaria, e cresce la preoccupazione che casi come quello dei Bryant possano rivelarsi un punto critico per le banche e i debitori in un mercato dell'arte sempre più esigente.

Il patrimonio della famiglia Bryant, che a un certo punto ha raggiunto un valore di oltre 300 milioni di dollari, rappresenta una delle più grandi collezioni private di arte americana e tedesca del dopoguerra. È però gravato da oltre 90 milioni di dollari di prestiti garantiti dalle opere, e con il 77enne Bryant che non è più in grado di agire consapevolmente, la signora Bryant, 52 anni, ha fatto tutto il possibile per pagare gli interessi mensili di circa 300.000 dollari. L'anno scorso, ha venduto una casa vacanza a Indian Wells, in California, e sta raccogliendo il maggior reddito possibile dalla cantina della coppia di Napa Valley.

Sostiene di possedere "beni più che adeguati" per far fronte ai suoi obblighi finanziari e spera di mantenere la collezione in gran parte intatta. Ciononostante, alcune opere sono state messe in vendita alle aste di quest'autunno, tra cui un ritratto di donna di Christian Schad alla European Fine Art Fair di New York il mese scorso.

A mano a mano che la malattia del signor Bryant progrediva, i suoi tre figli cresciuti da matrimoni precedenti hanno criticato la decisione della signora Bryant di trasferirlo in una tenuta californiana, lontano da vecchi amici e familiari a St. Louis. Le tensioni sono scoppiate all'inizio di quest'anno, quando i Bryant sono stati citati in giudizio da un ex consulente finanziario, Lauren Ridenhour, che ha sostenuto di essere stata licenziata in tronco per aver messo in discussione un rendiconto finanziario che la signora Bryant prevedeva di presentare agli istituti di credito per rifinanziare i prestiti d'arte.

La signora Bryant ha dichiarato che si sta prendendo buona cura di suo marito. Per quanto riguarda la Ridenhour, la Bryant Vineyards ha denunciato l'ex dipendente per presunta violazione della riservatezza, dicendo che è stata licenziata per essere "non solo incompetente, ma un impostore". "Stava creando un'immagine che sembrava la fine del mondo", ha detto la signora Bryant della Ridenhour. Aggiungendo che il finanziamento al centro della questione si è chiuso senza intoppi all'inizio di questa primavera.

Oggi i prestiti garantiti dalle opere sono diventati più alti e più rischiosi per i collezionisti, dato che il mercato dell'arte ha iniziato a flettere. Quest'anno i collezionisti americani hanno messo a garanzia le loro opere per prendere in prestito fino a 24 miliardi di dollari, più del doppio del livello di dieci anni prima, secondo gli ultimi dati raccolti dalla società di contabilità Deloitte e da ArtTactic, una società di database sull’arte. Alcuni debitori benestanti sfruttano la loro collezione come un salvadanaio per finanziare le spese di sostentamento. Altri usano i prestiti per comprare altre opere.

Ma dopo quattro anni di crescita, il mercato globale dell'arte ha iniziato a scendere, con un calo del 22% del valore delle vendite alle aste di Christie's nei primi sei mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le aste autunnali della scorsa settimana a New York, con 1,4 miliardi di dollari, sono state un terzo più piccole di un anno prima.

Se i prezzi crollano, dicono gli esperti, i collezionisti possono avere bisogno di vendere le opere per meno di quello che sono valutate per pagare i loro prestiti, o devono aggiungere più pezzi al loro pool di garanzie per mantenere i loro prestiti attuali. In caso contrario, potrebbero essere inadempienti sui finanziamenti e perdere completamente la loro collezione.

"Se tutti prendono lo stesso tipo di opere come garanzia (stessi artisti, stessa serie di lavori) e c'è una crisi, tutti possono avere bisogno di vendere e allora diventa un grosso problema", ha detto Adriano Picinati di Torcello, che il mese scorso ha pubblicato il rapporto Deloitte-ArtTactic.

I finanziatori di solito concedono crediti fino a metà del valore di un'opera, ma alcuni stanno iniziando a prendere una linea più dura. Mitchell Zuckerman, che ha avviato l’attività di prestiti d'arte di Sotheby's nel 1988, ha detto che se oggi gli fosse stato chiesto di finanziare un prestito con garanzia di un Andy Warhol da 80 milioni di dollari, il massimo che sarebbe stato disposto a finanziare è 20 milioni di dollari.

Per decenni, il signor Bryant ha gestito il rischio legato all'arte meglio di chiunque altro, dicono i suoi amici. Si è guadagnato la sua fortuna fondando una compagnia di assicurazioni, il Gruppo Bryant, che progetta piani di benefit e di ottimizzazione patrimoniale per i dirigenti. È stato tra i primi grandi collezionisti a utilizzare la leva fiscale nelle collezioni, e la sua capacità di negoziazione ha originato somme che spesso ha incanalato di nuovo in altri pezzi, aggiornando continuamente la sua collezione di arte moderna e contemporanea.

Ha donato almeno 16 opere al Museum of Modern Art di New York, dove una galleria porta il suo nome, e altre 16 al St. Louis Art Museum. Possiede un Picasso del 1932 e un Jackson Pollock del 1949 insieme ad altri pezzi di Rachel Whiteread, Brice Marden e Louise Bourgeois.
“Don ripeteva sempre: perché tenere i soldi in banca quando potrei usarli per avere più opere d’arte?" diceva sua moglie.

Anche se avesse progetti per il futuro della sua collezione, la signora Bryant non li discuterebbe perché pensa che sia di cattivo gusto parlare della sua eredità mentre lui è vivo. Non ha rivelato molto ai suoi figli. Sua figlia, Christina Bryant, ha detto che la loro famiglia ha patito lunghi periodi di allontanamento aggravati dalla sua malattia. "Nessuno di noi sa quali siano i suoi desideri", ha detto.

Il signor Bryant avrebbe potuto seguire il padre nel campo dell'assicurazione sulla vita, ma, come ricordano i suoi amici, era determinato a farsi da solo, seguendo il motto di tutta la vita: "Pensa in grande. Parla in grande. Realizza cose grandi". Nato nel 1942, maggiore di quattro figli, si laureò in legge e nel 1975 fondò la società che lo ha reso multimilionario prima di compiere 40 anni. Alto e schietto, ha lasciato la sua impronta nella società di St. Louis e nel 1988 ha acquistato una cantina collinare che si affaccia sul lago Hennessey nella Napa Valley, iniziando a coltivare uve Cabernet Sauvignon.

La sua collezione d'arte è nata tecnicamente al momento in cui la sua seconda moglie, una maestra d'asilo locale di nome Barbara Murphy, aveva ammirato un quadro di Pierre Bonnard, e lui glielo aveva donato per il suo compleanno.

Nel 1996, pagò 3,7 milioni di dollari per un Willem de Kooning del 1948, "Mailbox", un quadro vorticoso che, secondo i documenti del finanziamento, potrebbe probabilmente rivendere oggi per 45 milioni di dollari. Egli intuì che le forme monocromatiche di Ellsworth Kelly erano ugualmente sottovalutate e iniziò ad acquistare esempi ormai considerati iconici. Si aggiudicò un gocciolante Jackson Pollock, "Numero 18, 1949", che oggi potrebbe fruttare fino a 35 milioni di dollari. Artisti come Kelly, Robert Ryman e Richard Serra iniziarono a fargli visita a St.Louis.

La sua scalata arrivò al suo massimo nel 2001, quando gli fu chiesto di diventare fiduciario del MoMA. "Essere in quel consiglio era il suo sogno", disse suo figlio minore, Justin Bryant. "Quello era tutto per mio padre".
In quel periodo, contrasse un prestito d'arte di circa 30 milioni di dollari con la Bank of America, utilizzando i fondi come una linea di credito per fare grandi offerte durante le stagioni di punta delle aste, rimborsando regolarmente le somme, secondo due persone che allora avevano accesso alle sue finanze.

Quando chiese il divorzio a Barbara nel 2006, pagò in parte le spese legali vendendo privatamente una scultura totem di Ellsworth Kelly, secondo una fonte che allora lo aiutò a organizzare la vendita. Ha comprato un appartamento duplex da 10 milioni di dollari a New York, spendendo altri 4 milioni di dollari in lavori di ristrutturazione, come disse al Wall Street Journal, decorandolo con opere di Serra e Johns.

All'inizio del 2007, ricevette una chiamata da Bettina Sulser, una conoscenza del mondo dell'arte che aveva incontrato anni prima attraverso il suo fidanzato di lunga data, il mercante Larry Gagosian, da cui si era divisa da poco. Ritiratasi da tempo dall’American Ballet Theatre, aveva una laurea in storia dell'arte alla Columbia University. Chiese se potesse incontrarlo per proporgli di gestire la sua collezione. Bryant la portò a cena a Blue Hill, un ristorante a km zero nel West Village, e cominciarono a frequentarsi.
Christina Bryant, come i suoi due fratelli Derek e Justin, era ancora in ambasce per il divorzio dei suoi genitori quando suo padre la chiamò qualche mese dopo per dirle che una nuova fiamma si stava trasferendo da lui. "Come si chiama?", gli chiese. Lui rise e le disse che aveva "avuto problemi a ricordarlo", ha riferito la figlia.

All'inizio del 2009, le banche erano in piena recessione, e il credito per i prestiti d'arte si inasprì. La banca del signor Bryant gli chiese di pagare il saldo del suo prestito, che all'epoca era di 62 milioni di dollari, o di vendere un pezzo della sua garanzia per dimostrare che avrebbe potuto raggiungere la liquidità se l'economia avesse continuato a scendere, secondo due persone che conoscono bene la questione.

Consegnò allora una scultura in bronzo di Alberto Giacometti di una "Mano" che salutava a Christie's, stimata allora in 10 milioni di dollari. Fu venduta per 25,8 milioni di dollari.

Avendo dimostrato la sua capacità di onorare i prestiti avuti, spostò la sua posizione a JPMorgan Chase & Co., e nel giro di una notte il suo fido si estese a 90 milioni di dollari, poi 100 milioni di dollari e al suo apice, 110 milioni di dollari, secondo gli atti giudiziari.

Quando il signor Bryant sposò la sua ragazza, all'inizio del 2009, aveva 66 anni e "andava a tutto gas”, come  ricorda la nuova moglie. La cerimonia ebbe luogo in un prato della Napa Valley su una collina, e tra gli ospiti c'erano suo figlio maggiore, Derek, e l'élite del mondo dell'arte, tra cui Ellsworth Kelly e il direttore del MoMA, Glenn Lowry.

Subito dopo il suo ritiro dalla sua compagnia di assicurazione nel 2010, amici e parenti dicono che il comportamento del signor Bryant ha preso una piega preoccupante. In una festa in giardino tenuta al MoMA, il signor Bryant in un attacco di collera avrebbe fatto commenti antisemitici; subito dopo, gli fu richiesto di dimettersi dal consiglio di amministrazione, secondo sua figlia, la sua seconda moglie e un'altra persona con stretti legami con il consiglio.

Sua figlia ha detto che tali osservazioni erano "sorprendentemente poco caratteristiche" di lui, e si chiese a quel tempo se avesse avuto un esaurimento nervoso o un ictus.

Bettina Bryant ha detto di non aver saputo nulla di quell'incidente, ma che suo marito era "molto schietto, e non ricopriva di zucchero niente", e che la decisione di lasciare il consiglio di amministrazione fu reciproca. Un portavoce del museo ha confermato le sue dimissioni nell'ottobre 2011, ma ha rifiutato di commentare ulteriormente.

La primavera successiva, il figlio di Bryant, Justin, stava attraversando il palco della Wake Forest University per ottenere il diploma. Vide suo padre seduto in prima fila tra gli studenti, invece che con i genitori e gli ospiti. In seguito, lo cercò ma senza trovarlo. Quella notte, Bryant chiamò il fratello di Justin, Derek, dicendogli che aveva partecipato alla cerimonia di Justin, ma che si era arrabbiato perché in realtà Justin non si era ancora laureato. Derek disse a suo padre di aver visto su Facebook le foto del diploma di Justin, ma il signor Bryant rimase perplesso.

Quell'estate, la sorella di Bryant, Becky Hubert, gli chiese di sottoporsi al test per il morbo di Alzheimer, una malattia che era costata la vita della loro madre, secondo i suoi figli. Quando la diagnosi di Alzheimer arrivò dalla Mayo Clinic l'anno successivo, dopo che si era aggiudicato il Richter da pagare con denaro preso in prestito, ai parenti fu detto che la malattia era già in fase avanzata.
Bettina Bryant ha detto che suo marito rimase stoico nell’apprendere queste notizie e iniziò a dare seguito ai piani che aveva già fatto. All'inizio del 2014, nominò un presidente per la sua cantina e si trasferì di nuovo a St. Louis, vendendo il loro appartamento a New York con una perdita di circa 1 milione di dollari. Ricominciò a incontrare i figli a cena, in una delle quali portò una borsa piena di foto incorniciate a sua figlia Christina. "Stava cercando di riconciliarsi", disse la figlia, che decise di fargli visita più spesso. L'anno seguente, disse, non riusciva più a ricordare il suo nome.

Sua moglie disse che aveva iniziato a creare un archivio per la sua collezione e a supervisionare i prestiti di opere ai musei. Ha anche detto di aver trovato un modo per "contribuire a migliorare il rapporto" con il MoMA: alla fine del 2015, il signor Bryant ha trasferito al museo i restanti interessi frazionari che aveva in 16 opere che aveva promesso anni prima, tra cui "Bushbaby" di Johns, "Court Chapel, Dresda," di Richter e "Lumumba" di Luc Tuymans.
Il 6 aprile 2016, riferisce la moglie, il signor Bryant le ha anche firmato una procura e poco dopo ha firmato un rinnovo triennale del suo prestito da JPMorgan. Il prestito è stato poi limitato a 100 milioni di dollari e sostenuto da 25 opere valutate a circa 200 milioni di dollari, secondo i documenti di prestito e i periti.

Due mesi dopo, il suo medico, il Dr. Mark Gregory, chiamò la famiglia per un incontro in cui disse loro che il signor Bryant aveva cominciato a deteriorarsi rapidamente, secondo quanto riporta chi partecipò al meeting. A quel tempo non poteva più parlare e aveva difficoltà a deglutire.

La signora Bryant lo ha trasferito l’autunno successivo in una casa da 14 milioni di dollari che aveva appena ristrutturato vicino alla loro cantina in California, dove ha organizzato l'assistenza infermieristica, massaggiatrici e uno chef. Ai figli era stato detto inizialmente che avrebbe trascorso solo l'inverno a ovest, ma nella primavera successiva si sono resi conto che il trasloco era permanente e si sono messi di traverso. "Non appena (Papà) non ha potuto più parlare da solo, lei lo ha spostato lontano", ha detto sua figlia.

La signora Bryant ha detto che la posizione della casa fa bene alla salute del marito. Ha anche detto che paga lei le spese quando i figli vogliono visitare il papà ogni volta che lo chiedono, un'offerta che i figli hanno confermato.

Dopo che la signora Bryant ha esercitato la sua procura per vendere uno dei dipinti preferiti del padre, un vecchio "Target" di Jasper Johns, al suo ex fidanzato signor Gagosian, i figli hanno ottenuto una copia del documento della procura e hanno cominciato a dubitare dell'autenticità della calligrafia del padre. La signora Bryant ha ribadito che Bryant lo ha firmato. “Non assomiglia alla firma che ricordo", ha detto Derek Bryant.

Gli eredi hanno anche seguito da vicino una causa intentata a marzo presso il tribunale federale di New York dalla signora Ridenhour, un banchiere newyorkese assunto dai Bryant nel 2014 per aiutare a risolvere i problemi finanziari della coppia. La causa sostiene che la signora Bryant aveva dipinto un quadro troppo roseo delle finanze del marito in un documento che stava preparando nel 2018 per gli istituti di credito allo scopo di rifinanziare il credito d’arte di 100 milioni di dollari.

La Ridenhour ha ricordato di aver detto alla signora Bryant che era improbabile che il valore della cantina fosse in qualche modo aumentato di 25 milioni di dollari, a 125 milioni di dollari, nei nove mesi precedenti anche se le vendite erano in calo, secondo le carte del processo, che in cui si dice anche che  la signora Bryant ha rappresentato le vendite della sua cantina come profitti, non sottraendo i relativi costi. Invece di avere il permesso di correggere la presentazione, come la Ridenhour ha scritto negli atti della causa, è stata licenziata in tronco lo scorso autunno dal Trust di famiglia. La consulente reclama almeno 400.000 dollari per il suo lavoro sul prestito di arte, lo stesso importo che le era stato pagato per un rifinanziamento precedente che aveva  supervisionato e che sostiene avesse fatto risparmiare 3 milioni di dollari di interessi ai Bryant.
Thomas Corbett, che supervisiona il Trust insieme alla signora Bryant e alla sorella del signor Bryant, ha rifiutato di commentare la causa, dicendo di ritenere "inappropriato approfondire questioni che invadono la privacy del signor Bryant, una persona vivente e gravemente malata, e la signora Bryant, l'unica persona la cui massima preoccupazione nella vita è quella di prendersi cura di lui". Il signor Corbett è anche socio del consulente legale di lunga data del signor Bryant, lo studio Thompson Coburn, a St Louis.

E il signor Bryant? Lo si può trovare in una casa isolata a St. Helena, in California, circondato da alcune delle opere d'arte che ha trascorso la vita ad acquistare. La signora Bryant ha appeso un'opera dell'artista tedesco Neo Rauch, "The Offering", nel soggiorno. Anni prima, il signor Bryant ha comprato l'altro loro Rauch. Si chiama "Sanatoriums", ed è anch’esso messo a garanzia dei finanziamenti.

-Lisa Schwartz ha contribuito a questo articolo.

Orario di pubblicazione: 19/11/2019 14:41
Ultimo aggiornamento: 19/11/2019 14:48
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