Cortina d’autunno sorprende: foliage, Dolomiti rosa e due hotel da scoprire
Larici dorati, sentieri e luce cristallina. La stagione autunnale sulle Dolomiti si vive tra natura magica e raffinata ospitalità d’alta quota
Cortina l’autunno è una stagione per intenditori. Lontano dal rito mondano dell’inverno, la montagna torna protagonista. I larici diventano oro, le Dolomiti rosa e rame. La luce di ottobre rende le Tofane quasi irreali. È il foliage secondo la Regina delle Dolomiti, con pareti di roccia, uniche al mondo, alte tremila metri a fare da sfondo.

Il Lago Fedara, ai piedi della Croda da Lago, è uno dei luoghi più belli per osservarlo. Basta salire verso Lagazuoi e Cinque Torri, o percorrere uno dei 400 chilometri di sentieri della conca ampezzana, per ritrovare quella particolare magia delle Dolomiti.

Montagne che cambiano carattere con la luce, maestose, ipnotiche capaci ancora di far sentire molto piccoli. L’esperienza, in questa stagione, si completa tornando in albergo. E Dhom Collection interpreta questo ritorno con due indirizzi complementari, il Grand Hotel Savoia e il nuovo Grand Hotel Ampezzo. Due anime diverse, unite dalla stessa idea di eleganza non ostentata.

Il Grand Hotel Savoia è il grande classico. Oltre un secolo di storia, facciata Art Nouveau e un registro degli ospiti che potrebbe essere un manuale di geopolitica e cinema, Winston Churchill, Franklin D. Roosevelt, Sophia Loren, Charlton Heston, conserva quell’aria da grand hotel internazionale che a Cortina funziona particolarmente bene.

Le 132 camere e suite guardano Tofane e Cristallo; la Royal Suite occupa 81 metri quadrati all’ultimo piano, con terrazza sulla conca. Dalle cinque del pomeriggio la spa diventa adults only, dettaglio solo apparentemente secondario, mentre il 1224 Bar Lounge & Terrazza rimane il posto giusto per osservare la stellata sulle Tofane con un cocktail in mano.

Più recente è il ritorno del Grand Hotel Ampezzo, cinque stelle lusso riaperto nello storico indirizzo degli Anni 20, a pochi passi da Corso Italia, abbastanza appartato da non risentire del fermento del centro.

Settanta camere, trenta suite e una Royal Suite di circa 110 metri quadrati. Legno di noce, marmo Botticino, velluto. Nei bagni le fragranze customizzate di Amouage, la rara maison omanita che negli anni ottanta riportò in vita la grande tradizione profumiera del sultanato.

Il suo motto, «The Gift of Kings»: creare essenze pensate come doni destinati ai sovrani. Sotto, mille metri quadrati di spa firmata The Longevity Suite, tra crioterapia, biohacking e piscina. All’esterno restano i larici, il profilo del Cristallo e quella luce rosa che nulla ha ancora saputo riprodurre. (Riproduzione riservata)
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