Monfortino vittima del Covid
Perdita di valore del 37% medio alle aste per questo Barolo Riserva. Ben 12 millesimi su 14 hanno segnato diminuzioni di prezzo
Questa seconda puntata dedicata al Barolo, a differenza della prima che riguardava le quotazioni di sette produttori, ha un solo protagonista, il Monfortino, il Barolo Riserva che viene prodotto soltanto nelle grandi annate, che ha più di un secolo di storia alle spalle, che matura più a lungo di tutti gli altri in botte e in bottiglia prima d’essere commercializzato, ma soprattutto che negli ultimi anni ha riscosso alle aste internazionali un successo che si è riverberato su tutta la tipologia. La pandemia da corona virus sembra aver interrotto, almeno per ora, la sua ascesa: il bilancio dei 14 millesimi quotati sia quest’anno che nel 2019, verificabile in tabella, denuncia una brusca inversione di tendenza con due soli aumenti e 12 diminuzioni di prezzo.
Diminuzioni che hanno fatto crollare il loro valore complessivo di 5.962 euro, dai 16.253 dell’anno scorso agli attuali 10.291: più di un terzo, quasi il 37%, si è volatilizzato in sette mesi. A impressionare è soprattutto il saliscendi del Monfortino 1999, che in tre anni aveva visto più che quadruplicare il proprio prezzo, e adesso è ripiombato da 2.695 a 520 euro la bottiglia, tornando alla quotazione del 2016. C’è un dettaglio però che dà da pensare: ad avere la possibilità di porre in vendita qualche bottiglia di Monfortino sono state quest’anno quasi soltanto le case d’asta italiane. Solo per due dei 14 millesimi in questione la quotazione 2020 è stata determinata all’estero. E sono proprio le due annate, il 1988 e il 2000, il cui prezzo è aumentato. (riproduzione riservata)
Native Content