Monfortino, male le annate senior
Perdita media di valore del 12,7% alle aste per le 15 bottiglie dal 1945 al 1995. Crollo quella quotazione, più che dimezzata, per l’annata 1945
Protagonista di questa settimana è il vino rosso italiano che ha la più lunga storia alle spalle: oltre un secolo. È un Barolo Riserva, il Monfortino, creato probabilmente nel 1912 da Giacomo Conterno, di cui porta tuttora il nome l’azienda che lo produce, oggi guidata da suo nipote Roberto. Perché l’annata della prima vendemmia è probabile? Perché non è certificata da alcun documento, ma poiché si conosce invece con certezza quando furono messe in vendita le sue bottiglie, cioè nel 1920, è quasi certo che fosse il 1912 perché il Monfortino maturava anche allora circa otto anni prima di lasciare la cantina. Nonostante le sue bottiglie, di solito 15 mila, vengano prodotte solo nelle grandi annate, il numero di millesimi quotato sia nel 2023-24 che nel 2022 è tale per cui sono necessarie due puntate per analizzarne l’andamento alle aste: questa prende in esame le annate senior.
Quel che si nota subito, nella tabella qui accanto, è che ad aumentare di prezzo sono stati soltanto tre millesimi, tutti gli altri hanno subito un calo. A sorprendere è soprattutto il crollo della quotazione, più che dimezzata, del 1945, una delle annate più gloriose del secolo scorso. A conti fatti, le 15 annate prese in esame, che nel 2022 costavano 28.075 euro, adesso si possono comprare con 24.508: ne hanno persi 3.567, vale a dire il 12,70%. Più che colpite dall’ondata del ribasso, si direbbe siano state travolte. C’è da augurarsi che valutazioni così diminuite siano dovute in gran parte a un peggior stato di conservazione delle bottiglie messe all’asta. (riproduzione riservata)
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