Monfortino festeggia i 100 anni
Il Barolo firmato da Giacomo Conterno ha registrato un aumento del 7%. Quotazioni in rialzo (+15,76%) anche per Giuseppe Rinaldi
Il confronto tra le quotazioni che i vini italiani hanno spuntato alle vendite all’incanto nel 2019 e quelle che avevano ottenuto l’anno precedente comincia come sempre con i Barolo. Uno dei quali, il Monfortino, festeggia quest’anno un importante anniversario: è trascorso esattamente un secolo da quando fu messo in commercio per la prima volta, nel 1920 (era delle vendemmia 1912). È quindi il vino italiano che ha più storia alle spalle, e il prestigio che ne deriva (e che si è riverberato su tutti i Barolo firmati Giacomo Conterno) è testimoniato dai 2.695 euro alla bottiglia che è arrivato a costare il millesimo 1999: alle aste del 2016 era quotato 550 euro, in tre anni il suo prezzo è più che quadruplicato.
E questo spiega perché le sue quotazioni sono così diverse da quelle dei pur eccellenti Barolo di Giuseppe Rinaldi, storico produttore conosciuto come Citrico, forse per la mordente foga polemica con cui era impegnato nella difesa della tradizione, purtroppo scomparso (a 70 anni) quattro mesi fa. Qualcosa in comune con il Monfortino, però, i Barolo di Citrico ce l’hanno, e sono le quotazioni in crescita. Anzi, mentre le quotazioni del Monfortino e dei suoi fratelli minori alle aste del 2019 sono aumentate complessivamente del 7,25% (da 10.714 a 11.491 euro), quelle dei Barolo di Giuseppe Rinaldi hanno fatto un balzo più che doppio, del 15,76% (da 767 a 887 euro). Per avere un quadro completo dell’attuale situazione del Barolo alle aste sarà però necessario attendere le prossime due puntate. (riproduzione riservata)
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