Monfortino fa storia a sé alle aste
Guadagno medio dell’8,8% per questo Barolo con un secolo di storia
Il confronto tra le quotazioni che i vini italiani hanno spuntato alle vendite all’incanto nel 2018 e quelle che avevano ottenuto l’anno precedente comincia come sempre con un Barolo. Ma poiché si tratta del Monfortino, va detto che i suoi risultati raramente indicano una tendenza generale: il Monfortino fa quasi sempre storia a sé perché è l’unico che può vantare un secolo di storia, avendo fatto il suo esordio nel 1920 (con l’annata 1912), e anche per questo è in grado di spuntare prezzi eccezionali, simili a quelli dei premiers crus di Bordeaux.
Per avere un’idea del suo prestigio basta dare un’occhiata, in tabella, a un millesimo, il 1978, che è arrivato a costare la bellezza di 3.267,70 euro (alla bottiglia, non alla cassa da 12) mentre nel 2017 si poteva avere per 2.853,25 e nel 2016 per 1.300 euro: in due anni, insomma, la sua quotazione è cresciuta del 151%. Ma non è andata così per tutti i millesimi, nel 2018: dei 16 quotati anche nel 2017, sei hanno registrato una diminuzione di prezzo, e quando le cifre sono così alte le ascese sono talvolta spettacolari ma le cadute possono essere disastrose. Questa volta non si sono avuti eccessi né con i rialzi né con i ribassi: complessivamente il valore dei 16 Monfortino è cresciuto da 17.387,29 a 18.916,69 euro, con un profitto dell’8,80%. Per avere un quadro completo dell’attuale situazione del Barolo alle aste sarà però necessario attendere le prossime due puntate con l’analisi di tutte le quotazioni di questo vino confrontabili con quelle dell’anno precedente. (riproduzione riservata)
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