Il segretario generale dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), Guido Stazi, nel corso dell'audizione in commissione attività produttive alla Camera, ha acceso l’attenzione sull’importanza delle misure volte a «contrastare le recensioni online illecite relative a prodotti, prestazioni e servizi offerti dalle imprese della ristorazione e dalle strutture del settore turistico, incluse quelle di tipo ricettivo e termale, nonché a qualunque forma di attrazione turistica offerta sul territorio italiano».
Certamente «le recensioni online sono molto utili alle imprese per promuovere ed aumentare le vendite di prodotti o servizi e, più in generale, per migliorare la loro reputazione presso clienti attuali e potenziali». Ma «la facilità con cui è possibile manipolare le recensioni ha generato un contesto in cui la disinformazione può alterare la concorrenza, il processo decisionale dei consumatori e minare la reputazione complessiva del mercato online».
Insomma, ha spiegato Stazi, si tratta di «un fenomeno pregiudizievole per le imprese, per i consumatori e per la competitività del mercato ben noto al legislatore europeo che, non molto tempo fa, ha integrato la disciplina in materia di pratiche commerciali scorrette con specifiche disposizioni volte a contrastare le recensioni non autentiche».
Dall’altro lato, il dg dell’Agcm ha plaudito alla «nuova disciplina» pensata per il mondo della moda italiana che è «volta a promuovere la legalità, la crescita, la sostenibilità e la trasparenza nel settore attraverso il rafforzamento del ruolo delle imprese capofila e l’incentivo all’adozione di modelli organizzativi virtuosi, nonché tramite la previsione di una certificazione unica di conformità».
In particolare, «merita apprezzamento», secondo Stazi, la previsione secondo cui «le imprese devono osservare, nei confronti dei propri subfornitori, una serie di tutele contrattuali minime». Come noto «i contratti di subfornitura costituiscono terreno fertile per gli abusi di dipendenza economica in ragione dello squilibrio dei poteri negoziali che tipicamente caratterizza detti rapporti». Giudizio favorevole anche sul «richiamo all'applicazione del Codice del Consumo in caso di utilizzo abusivo della certificazione unica di conformità: l'espresso divieto alle pratiche commerciali scorrette può risultare utile a eliminare qualsivoglia residua incertezza in proposito». (riproduzione riservata)