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Milano Cortina 2026: viaggio gourmet tra le tavole alpine delle Olimpiadi Invernali

Dalle cucine di Casa Italia alla Triennale di Milano fino alle vette delle Dolomiti, passando per Valtellina, Val di Fiemme, Cortina e Verona. Un percorso tra ristoranti iconici, sapori di montagna e contaminazioni d’autore che trasformano i luoghi delle gare in simboli di cultura, territorio e gusto

di Marianna Corte
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Sono tutti pronti al cancelletto di partenza gli atleti che si preparano a regalare emozioni in queste XXV Olimpiadi Invernali, occasione ideale per conoscere anche i luoghi delle gare, località che ancor più in questa occasione diventano simboli di cultura, non da ultimo gastronomica, di tradizione e contaminazione. Gentleman vi porta in un viaggio ideale sulle tavole protagoniste dei luoghi degli sport invernali che parte da Milano, attraversa la Valtellina e la Val di Fiemme, per arrivare fino a Cortina e concludersi a Verona, teatro, nella sua Arena, della cerimonia di chiusura il 22 febbraio.

Davide Oldani a Casa Italia Milano

Milano Cortina 2026: viaggio gourmet tra le tavole alpine delle Olimpiadi Invernali

In occasione dei Giochi Olimpici, la Triennale di Milano diventa Casa Italia Milano Cortina 2026, lo spazio ufficiale d’accoglienza del Coni, punto di riferimento degli atleti, ma anche luogo di incontro dedicato alla storia olimpica del Paese attraverso cultura, innovazione, sostenibilità e tradizione. Uno spazio che per la prima volta si apre anche al pubblico e offre ai visitatori esperienze immersive ideate per valorizzare il patrimonio artistico e culturale nazionale attraverso arte, architettura, design. E gusto.

ph Fabio Bozzani
ph Fabio Bozzani

A coordinare il lavoro degli chef che per l’intero periodo dei Giochi sono responsabili delle tavole dei tanti eventi, anche istituzionali, è Davide Oldani, chef due Stelle Michelin con il suo ristorante D’O di San Pietro all’Olmo a Cornaredo (Milano) e Food&Sport Ambassador per il Coni. Giunto alla sua quarta olimpiade, la prima invernale, Oldani oltre a essere cuoco per passione, chef di professione, è un atleta nell’animo. «Da bambino sognavo di diventare uno sportivo, poi è capitato che diventassi un cuoco. Ma di quel mio sogno mi sono portato dietro il senso del sacrificio, il volersi sempre misurare con se stessi e il senso della cucina, sia come una squadra sia come unione tra le differenze» spiega lo chef.

Carciofi in carpione di zafferano e Strachitunt sgranato dello chef Davide Oldani.
Carciofi in carpione di zafferano e Strachitunt sgranato dello chef Davide Oldani.

«L’idea di Giochi che uniscono due territori così distanti come Milano e Cortina, in un tracciato che tocca valli diverse tra loro, è una sfida particolarmente interessante anche dal punto di gastronomico: i menù, infatti, saranno pensati, proprio per valorizzare il patrimonio alimentare non solo di due Regioni, ma anche di realtà alpine che si parlando attraverso il cibo».

Al Filò a Bormio con Massimiliano Tusetti

Milano Cortina 2026: viaggio gourmet tra le tavole alpine delle Olimpiadi Invernali

Ma che sapori hanno i piatti della tradizione alpina? Per scoprirlo si va in Valtellina, dove, nel centro storico di Bormio, Al Filò della famiglia Tusetti, un locale ricavato da un antico fienile, si vive l’esperienza della cucina tipica valtellinese, interpretata anche in chiave contemporanea, con un’attenzione particolare all’estetica del piatto. Tra le proposte in carta, Massimiliano Tusetti, chef e patron insieme alla moglie Sara, richiama l’attenzione sui Cilindri di maialino in porchetta, crema al bianco chiavennasca e lasagnetta di patate, porcini e bitto, una preparazione entrata a buon diritto tra i Piatti del Buon Ricordo come simbolo della territorialità: «Un insieme armonico di consistenze e sapori, dove la rusticità della montagna incontra una presentazione raffinata e contemporanea. Una proposta che unisce tradizione e ricercatezza delle materie prime, simbolo di accoglienza, energia e radici locali, in omaggio alle Alpi e al grande evento sportivo».

Due indirizzi per Andrea Fuganesi a Livigno

Milano Cortina 2026: viaggio gourmet tra le tavole alpine delle Olimpiadi Invernali

Rimanendo in Valtellina, a Livigno due gli indirizzi storici: la Stua Noa (sopra, un interno) e la Stua de Legn del Lac Salin SPA & Mountain Resort, entrambi guidati dal talentuoso chef, poco più che trentenne, Andrea Fuganesi. Il primo, situato all’interno dell’Hotel Concordia, offre solo cinque tavoli ed è, come spiega lo chef, «un ristorante nato per coniugare la tipicità con la contemporaneità che qui si esprime non solo nell’ambiente, ma anche, e prima di tutto, nel rigore posto nella ricerca delle materie prima provenienti perlopiù dai piccoli produttori locali», racconta lo chef.

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La Stua de Legn, invece, si distingue per essere il primo ristorante vegano e vegetariano della località alpina e rappresenta l’estro rivoluzionario di Fuganesi, non a casa allievo di Pietro Leemann, primo fra gli chef veg a meritarsi le ambite stelle Michelin, che, scardinando i capisaldi della cucina di montagna che per tradizione non è solo vegetale, ha progettato una carta originale al servizio dei 18 tavoli che accolgono gli ospiti a 1.800 metri di quota. «Qui vengono i buongustai più curiosi e aperti a un’autentica esperienza sensoriale. Per i nostri piatti utilizzo soprattutto varietà di verdure povere, quelle che una volta erano disponibili in malga», spiega Fuganesi. Rape, patate, coste, verze, levistico ed erba cipollina, oltre che i formaggi d’alpeggio per i non vegani trasformati dallo chef in piatti da ricordare.

Al Passo Giau, il Ristorante Da Aurelio dello chef Gigi Dariz
 

Per un’esperienza a quota 2.175, il Ristorante Da Aurelio al Passo Giau, raggiungibile in 30 minuti di strada da Cortina, è l’indirizzo perfetto per chi cerca una pausa gourmet in una giornata sugli sci. Collegato con una navetta alla pista Fedare, è la tappa golosa per chi vuole raggiungere le 5 Torri, il Lagazuoi, la Val Badia e tutto il circuito del Dolomiti Superski. In un ambiente rustico ed elegante, lo chef Gigi Dariz porta avanti il testimone raccolto da papà Aurelio e propone una cucina coerente con la tradizione, ma innovativa, al servizio non solo del bien vivre, ma anche del benessere. Nei piatti, dove la cultura alpina del territorio emerge, protagonisti sono anche le erbe selvatiche e i fiori alpini edibili, prodotti ai quali da sempre la famiglia Doriz è attenta.

A Cortina, brillano le stelle!
Da Massimiliano Alajmo…

Lepre ripiena in civet con tartufo nero e pure di patate e porri di Alajmo.
Lepre ripiena in civet con tartufo nero e pure di patate e porri di Alajmo.

Il viaggio ideale prosegue verso Cortina: la regina delle Dolomiti, amata per la sua offerta per il tempo libero, conquista anche i gourmet che qui trovano indirizzi riconosciuti dai più esigenti tra i buongustai. Una delle tappe è quella al cospetto dello chef tri-stellato Massimiliano Alajmo che, nel 2022, ha aperto il suo Alajmo Cortina dove sorgeva El Toulà, storico e rinomato locale dello chef Alfredo Beltrame: chi conosce l’estro e l’eleganza dello chef delle Calandre di Rubano troverà solo conferme sulla cura maniacale riservata alla carta.

Milano Cortina 2026: viaggio gourmet tra le tavole alpine delle Olimpiadi Invernali

Non manca anche qualche piacevole sorpresa nello scoprire alcuni piatti che solo qui trovano spazio, primo fra tutti il sontuoso Risotto al midollo, caviale e Champagne dedicato proprio a quel Beltrame protagonista indiscusso della cucina anni 80. E poi, un omaggio ai Giochi (sopra): il lievitato Cortina 26 al burro, realizzato con mela e arancia candite, noci e cannella.

...a Riccardo Gaspari…

Milano Cortina 2026: viaggio gourmet tra le tavole alpine delle Olimpiadi Invernali

Tra gli indirizzi cult, non può mancare il San Brite dove Riccardo Gaspari, lo chef formato nella cucina di Massimo Bottura, propone un menù in perenne evoluzione dove la tecnica perfetta valorizza la tradizione di montagna, nel rispetto della sostenibilità e della filiera corta. Un’attenzione che si esprime nei piatti realizzati con i prodotti dell’azienda agricola di famiglia, dalla carne ai latticini, senza mai trascurare l’elemento vegetale.

...a Federico Rovacchi

Milano Cortina 2026: viaggio gourmet tra le tavole alpine delle Olimpiadi Invernali

Tra le novità ampezzane, all’interno del Gran Hotel Savoia c’è il 1224 Restaurant, guidato dallo chef Federico Rovacchi, formatosi nella cucina di Norbert Niederkofler. Aperto lo scorso 5 dicembre, il 1224 è condotto dal team della storica Baita Piè Tofana, locale del quale mantiene l’anima qui però contaminata da una maggiore spinta creativa che si riflette in alcune proposte che richiamano in maniera diretta la tradizione locale: tra queste ci sono i Casunzei con la Petorada Rossa. «I Casunziei rappresentano il nostro modo di celebrare Cortina, la sua storia e le sue tradizioni più autentiche, reinterpretandole attraverso il linguaggio e la sensibilità della nostra cucina. È un omaggio alla città e alla sua cultura gastronomica, pensato come un gesto di accoglienza e condivisione», spiega lo chef. In coerenza con le Olimpiadi Invernali.

...per finire con Graziano Prest

Milano Cortina 2026: viaggio gourmet tra le tavole alpine delle Olimpiadi Invernali

Prima di lasciare Cortina, si fa tappa al Tivoli dello chef stellato Graziano Prest che, dopo quattro partecipazioni ai Giochi Olimpici come chef di riferimento a Casa Italia, per Milano Cortina 2026 coordina il lavoro degli chef impegnati durante i Giochi negli eventi istituzionali nella sede ampezzana di Casa Italia. Per l’occasione, Prest propone gli Spaghetti freddi con tartare di pesce nobile, un piatto che racchiude l’anima più autentica della sua cucina che predilige la sottrazione e affida il valore all’equilibrio e alla qualità assoluta degli ingredienti.

L’Antica Bottega del Vino di Verona, con una nuova sede in alta quota

Milano Cortina 2026: viaggio gourmet tra le tavole alpine delle Olimpiadi Invernali

Il viaggio attraverso i sapori dei territori che ospitano i Giochi si conclude a Verona, all’Antica Bottega del Vino, dove tavola e cantina esclusiva sono legate a doppio filo. L’atmosfera è quella di una bottega storica o di un’osteria, ma oggi la Bottega, come la chiamano i veronesi, è un bistrot dal sapore d’antan con una ricca proposta alla carta e un ancor più speciale e variegata lista dei vini. Referenze soprattutto del territorio, da abbinare ai diversi piatti perlopiù della tradizione veneta, primo fra tutti il baccalà mantecato. Un locale coinvolgente, informale, ma al tempo stesso curato, elegante anche nei piatti. Un indirizzo sicuro che trova un proprio gemello anche a Cortina, dove lo scorso 30 dicembre è stata aperta l’insegna ampezzana dell’Antica Bottega del Vino. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 06/02/2026 06:06
Ultimo aggiornamento: 06/02/2026 06:06
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