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Mid cap italiane: trend positivo nonostante i dazi. L’azione del mese di Mediobanca Research
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Mid cap italiane: trend positivo nonostante i dazi. L’azione del mese di Mediobanca Research

28 luglio 2025, 13:32 Ultimo aggiornamento: 13:40

A luglio l'indice Ftse Italy Mid Cap (+2,4%) ha sovraperformato dell'1% l'indice Ftse Mib. Sia Intermonte sia Mediobanca Research vedono ulteriori margini di upside per le società italiane a media capitalizzazione

A luglio l'indice Ftse Italy Mid Cap (+2,4%) ha sovraperformato dell'1% l'indice Ftse Mib. Lo stesso ha fatto l'indice Ftse Italy Small Caps (+4,1%) con un +2,7%.

Revisioni degli utili modeste

A luglio le revisioni delle stime sugli utili per azione da parte di Andrea Randone, Head of Mid Small Cap Research di Intermonte, sono state leggermente positive per le large cap (+0,6%/+0,6% sugli eps 2025/2026). Invece, per quanto riguarda le mid-small cap l’esperto ha lasciato pressoché invariate le previsioni di eps 2025 (-0,2%), mentre ha aumentato quelle del 2026 del +0,4%, per via del limitato flusso di notizie corporate e del numero ridotto di nuovi report pubblicati.

«Se confrontiamo la performance dall'inizio dell'anno con la variazione delle stime per l'esercizio 2025 nello stesso periodo, vediamo che i titoli del Ftse Mib hanno registrato un re-rating del 22,1%, le mid cap si sono rivalutate del 19,2%, mentre le small cap del 19,6%. Su base p/e, il nostro panel è scambiato con un premio del 21% rispetto alle large cap, sostanzialmente in linea con il premio medio storico, pari al 20%, e leggermente al di sopra del livello di un mese fa, pari al 18%» indica Randone. In un contesto di flussi azionari Pir ancora negativi, osserva Mediobanca Research, le mid cap italiane scambiano con un premio dell’1% rispetto alle mid cap europee (contro uno sconto medio storico del 4%).

Mid cap più liquide

Al contempo, la liquidità delle large cap nell'ultimo mese è risultata superiore del 12,2% rispetto allo stesso periodo di un anno fa ed è in aumento del 34,1% da inizio anno. Il quadro è in miglioramento anche per le mid cap, mentre è più debole per le small cap. Infatti dall’inizio di gennaio, la liquidità è aumentata del 17% su base annua per le prime, mentre per le seconde è diminuita dell'1,1%, nonostante il trend abbia visto un miglioramento nell'ultimo mese.

Segnali di un cauto ottimismo tra le aziende

Anche secondo l’osservatorio mensile di Mediobanca Research sulle mid cap l’ottimismo resiste nonostante le preoccupazioni sui dazi Usa. La banca d’affari ha aggiornato la sua indagine sulle mid cap italiane, intervistando un panel di oltre 40 aziende su temi chiave relativi alle prospettive per la seconda metà del 2025 e oltre. I riscontri raccolti evidenziano segnali di un cauto ottimismo, con quasi il 50% del panel che si è detto fiducioso in una crescita sequenziale del mercato nella seconda metà dell’anno e con solo il 3% che ha previsto un possibile calo.

«Questo è coerente con le nostre stime che, in aggregato, indicano una crescita del fatturato su base annua mid-single-digit per il cluster mid cap, esclusi i finanziari. La quota di aziende che prevede un’evoluzione positiva del mercato è leggermente inferiore rispetto alla precedente edizione dell’indagine, suggerendo che le incertezze macroeconomiche e i dazi sono viste solo parzialmente come rischi ulteriori nel breve termine», precisa Mediobanca Research.

In termini di prospettive di crescita per area geografica, le aspettative risultano ora più bilanciate: le Americhe rallentano rispetto a gennaio (30% delle preferenze contro 54%) a vantaggio dell’area Apac (30% contro 13%), mentre l’Europa cresce leggermente (39% contro 33%). Quanto ai prezzi sono destinati a rimanere stabili nei prossimi trimestri, secondo il 70% delle mid cap intervistate. In questo contesto, il campione è quasi equamente diviso tra chi prevede margini settoriali medi stabili e chi invece prospetta un miglioramento, in linea con quanto rilevato a gennaio.

«Questo è coerente con le nostre stime, che in aggregato prevedono una lieve espansione del margine ebitda. D’altro canto, una quota rilevante di mid cap, circa il 70%, prevede impatti dall’espansione dell’AI e dei data center. Infine, le aziende restano impegnate nei loro piani di investimento, con circa il 90% che conta di mantenere o aumentare il livello di capex nel 2026, con un’agenda di allocazione del capitale ancora ben bilanciata tra m&a e investimenti organici», spiega Mediobanca Research.

L’azione del mese di Mediobanca Research

A luglio Safilo è stato il titolo migliore (+32%) grazie all’outlook costruttivo del ceo, Angelo Trocchia, sulla crescita organica e sulle operazioni di m&a. Detto questo, il titolo del mese per Mediobanca Research è Garofalo Health Care, gruppo leader in Italia nel settore della sanità privata, coperto con un rating outperform e un target price a 6,40 euro.

Il modello di business resiliente di Garofalo Health Care beneficia di barriere all’ingresso significative, un’esposizione al trend strutturale di un aumento della spesa sanitaria, sostenuta dalla penetrazione della sanità privata e spazi di consolidamento nel settore. Su base organica, gli aumenti del budget già ottenuti da inizio anno confermano la visibilità sul raggiungimento della guidance 2025.

Oltre alle prospettive organiche solide, il gruppo ha recentemente riavviato la sua campagna m&a con l’acquisizione di Casa di Cura Città di Roma e ha ribadito l’impegno verso un’ulteriore crescita esterna. La valutazione attuale di 7 voltre l’ev/ebitda e un rendimento del free cash flow stimato per il 2026E al 6% rappresentano un buon punto d’ingresso per una storia azionaria con solidi fondamentali organici e potenziale di consolidamento.

La stagione degli utili del secondo trimestre del 2025 è iniziata e, finora, l’impatto dei dazi è stato limitato, salvo in alcuni settori specifici. I mesi estivi restano tradizionalmente imprevedibili per i mercati azionari, specialmente in presenza di una scarsa visibilità sulle stime del consenso.

Tutto sommato Randone ritiene che le mid cap italiane restino interessanti, anche se raccomanda un approccio selettivo, focalizzato su aziende di qualità con leadership settoriale, prospettive di crescita realistiche o forte generazione di cassa. Come elemento positivo ricorda che il Fondo Strategico Nazionale, il cui lancio è previsto entro fine anno, con un’allocazione iniziale compresa tra 700 milioni e 1 miliardo di euro (49% dal fondo e 51% da investitori privati), dovrebbe costituire un catalyst positivo per il settore. I gestori del fondo avranno piena discrezionalità sugli investimenti, a condizione che almeno il 70% del capitale sia investito in società quotate al di fuori del Ftse Mib, escludendo i titoli finanziari. (riproduzione riservata)



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