Meregalli 170 anni di storia del vino dal “rosso di casa” degli Incisa della Rocchetta allo champagne di 007
Da mescita di vino sfuso nel 1856 il Gruppo Meregalli oggi è uno dei punti di riferimento per la distribuzione (e produzione) di vino e spirits premium e investe sui giovani e cultura
Festeggiare 170 anni senza autocelebrarsi come nello stile concreto di Meregalli che ha portato il gruppo a essere una delle realtà di punta nella distribuzione di vini, champagne e spirits, ma guardando concretamente al futuro: tra le iniziative anticipate per il 2026 c’è infatti una collaborazione con l’Università Iulm, per il supporto al Master in Food & Wine Comunication con borse di studio destinate ai giovani iscritti dell’ateneo milanese. Da veri brianzoli il mantra nella sede di rappresentanza in via Azzone Visconti a Monza è «Laurà, Laurà e Laurà», lo scandisce bene Giuseppe Meregalli che di quella storia ne ha vissuta l’esatta metà in prima persona e si dice orgoglioso di aver passato il testimone alla quinta generazione, ridando la parola al figlio.

Ed è proprio Marcello Meregalli a raccontare, non la storia ben nota, ma le strategie e le prospettive per il futuro del Gruppo che ha superato i 100 milioni di euro di fatturato, alza l’asticella della qualità e del servizio. Non a caso ai loro referenti dell’Horeca è dedicato il video che apre le celebrazioni, dove protagonisti sono una giovane sommelier e un barman al lavoro al tavolo e dietro il bancone con il sorriso, perché la materia prima con cui si lavora in Meregalli, sottolineano, è «dare valore a tutta la filiera», sottolinea Marcello, «creare relazioni ed empatia, perché alla fine il vino è qualcosa che deve fare soprattutto divertire».

Caveau e memorie
Così invece di autocelebrarsi in Meregalli lasciano parlare i prodotti, da sempre al centro della loro visione d’impresa di “creatori di marchi”, ama definirla Giuseppe Meregalli. E sono loro che scandiscono le celebrazioni a cominciare dallo Champagne Bollinger, maison fondata nel 1929 ad Aÿ nota per essere la preferita dall’agente 007 una delle poche ancora indipendenti e a conduzione familiare. A partire dalla cuvée speciale di La Grande Année massima espressione del Pinot Noir, servito come aperitivo nella sala della Monaca di Monza, piccola nicchia che si trova nella parte più antica della cantina le cui fondamenta del convento di Manzoniana memoria e risale al Quattrocento. Vi si accede attraversando la mostra fotografica 170 Stagioni, un viaggio per immagini della storia del Gruppo allestito proprio nel suo caveau, l’ampia sala Nabucodonosor, chiamata così in onore delle bottiglie custodite grandi nei formati e nelle etichette.

Tutta una parete qui è dedicata al Marchese Mario Incisa della Rocchetta, grande appassionato di vini bordolesi e sperimentatore nella sua Tenuta San Guido, sulla costa tra Livorno e Grosseto, dove nasce il suo Sassicaia, inizialmente pensato come “vino da tavola” per esclusivo consumo familiare tra amici. Il resto è leggenda e si studia nei corsi di enologica alla voce Bolgheri. E occupa un ampio capitolo nella storia del Gruppo Meregalli.
Dal vino sfuso ai libri di storia
La storia di Meregalli inizia nel 1856, quando Giovanni Meregalli apre a Villasanta, dall’altra parte del Parco, un’osteria con mescita. L’attività va bene ma è l’accento è ancora sulla ristorazione, trent’anni dopo con il figlio Giuseppe nel 1887 il locale cresce e si focalizza più sul vino con la trasformazione in fiaschetteria a Monza. Già dal 1932 Isidoro Meregalli inizia a introdurre accanto al vino sfuso delle etichette selezionate, passo che porta poi all’apertura dell’enoteca di via Italia dagli anni 50 e al passaggio alla sede dell’ex Convento della Monaca, per la necessità di maggiore spazio.

È stato poi il figlio Giuseppe, attuale presidente, a dare al Gruppo la struttura moderna di casa di distribuzione moderna di vini e distillati, introducendo etichette internazionali in Italia e guidando l’espansione all’estero: oggi Meregalli ha tre consociate estere Meregalli France, con sede a Parigi, Suisse a Chiasso e Monaco nel Principato. E alla sede centrale se ne sono unite altre due come poli logistici distinti a Lissone di 7mila mq a per il settore Wines e a Biassono di 5mila mq per liquori e distillati.
Assets e assetti futuri
La divisione Meregalli Spirits è stata rafforzata e valorizzata dall’ingresso di Marcello Meregalli in azienda nel 1996, un settore in crescita che punta alla fascia premium e offre una selezione di centinaia di etichette. Il terzo catalogo è Visconti43, nata nel 2017 con l’idea di valorizzare le piccole produzioni, le cantine famigliari e i vitigni autoctoni. Altro ramo di crescita è sul fronte delle produzioni dirette, con l’acquisizione della Tenuta Fortuna nella Maremma Toscana, nel 2008, e con il brand Vol0, da Volume Zero di gradi Abv, linea analcolica con cui il gruppo ha precorso i tempi della tendenza No-Low.

A dare forma al Gruppo Meregalli del presente e del futuro un contributo decisivo è stato l’ingresso in azienda di Corrado Mapelli che dall’anno scorso oltre al ruolo di direttore generale affianca quella di socio del Gruppo, in un passaggio storico è infatti entrato nell’assetto societario, con una quota del 3% della Meregalli Giuseppe Spa. Un segno di grande cambiamento in una società rimasta per cinque generazioni interamente a conduzione familiare.
«È un grande onore e privilegio, un traguardo professionale che mai avrei immaginato in un’organizzazione con una storia così importante e autorevole, e con un potenziale straordinario», dice Mapelli: «Grazie al nostro team ricco di talenti e alla nostra guida, porteremo la nostra azienda verso una nuova fase di crescita per andare incontro a un futuro ancora più solido». (Riproduzione riservata)
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