Mercedes-Benz chiude il primo semestre con un drastico calo dei profitti e rivede al ribasso delle previsioni per l'intero anno. L’utile netto si è attestato a 2,7 miliardi di euro, in calo del 55,8% rispetto ai 6,1 miliardi dello stesso periodo del 2024. In scia ai conti, il titolo della società ha aperto gli scambi in borsa a Francoforte la mattina di mercoledì 30 luglio cedendo l’1% a 52,6 euro.
A pesare sui numeri sono stati il rallentamento delle vendite - in particolare in Cina, un mercato chiave per la casa tedesca - e l’impatto dei dazi americani, che da soli hanno inciso per circa 362 milioni sull’utile operativo rettificato della divisione auto.
Nel solo secondo trimestre l’utile netto del gruppo tedesco è crollato a 957 milioni, segnando una contrazione del 68,7% su base annua. L’utile operativo (ebit) rettificato si è più che dimezzato a 1,99 miliardi, mentre quello riportato si è fermato a 1,27 miliardi, risentendo anche di un impatto negativo di 750 milioni derivante dalla cessione di un impianto e dalla ristrutturazione in Argentina.
Il fatturato nel primo semestre è sceso dell’8,6%, a 66,4 miliardi, mentre nel secondo trimestre si è attestato a 33,15 miliardi (-9% rispetto al secondo trimestre 2024). Le vendite globali di auto sono diminuite del 9%, con un -19% in Cina, principale mercato del gruppo, e un -12% negli Stati Uniti, dove le consegne ai concessionari hanno subito il colpo dei dazi al 27,5% entrati in vigore ad aprile.
Alla luce dei risultati, Mercedes ha abbassato le previsioni per l’anno in corso. Il gruppo si attende ora ricavi «significativamente inferiori» rispetto al 2024. Anche i margini operativi sono stati rivisti al ribasso: la divisione autovetture dovrebbe chiudere il 2025 con un margine tra il 4% e il 6%, rispetto al range iniziale del 6-8% e all’8,1% registrato lo scorso anno.
Senza l’effetto dei dazi, il margine sarebbe potuto salire fino al 6,6%, secondo le stime aziendali. Il gruppo però è stato costretto a ridimensionare le aspettative, anche a causa della crescente pressione competitiva nei mercati asiatici, in particolare da parte dei costruttori cinesi nel segmento elettrico, e della riduzione delle consegne globali.
Il recente accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea potrebbe aver evitato un’escalation della guerra commerciale, stabilendo un dazio del 15% sulle importazioni europee, inferiore rispetto al 30% inizialmente minacciato. Mercedes, che ha una significativa quota di esportazioni verso gli Usa, è considerata tra i principali beneficiari dell’intesa, ma l’impatto tariffario resta importante e continuerà a influenzare la redditività nel breve termine.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha accolto positivamente l’accordo, sottolineando come abbia scongiurato «danni maggiori» a un’industria automobilistica già sotto pressione. (riproduzione riservata)