L’alcol fa male al nostro organismo, in particolare all’apparato digerente, al cuore e al cervello, ma non solo. L’Organizzazione Mondiale della Salute ha indentificato almeno 200 malattie correlate all’alcol, mentre lo IARC (International Agency for Research on Cancer) lo classifica tra gli agenti cancerogeni di classe 1 (‘cancerogeno certo per l’uomo’). Un giudizio tranchant che sottolinea ancora una volta come che non esista una soglia di consumo ‘sicura’ e che quindi il rischio ‘zero’ per quanto riguarda i possibili danni dell’alcol, anche rispetto alla comparsa di un tumore (quelli correlati all’alcol sono almeno sette: bocca, esofago, faringe, laringe, fegato, colon retto e seno) si raggiunge solo con l’astensione completa. Le ultime evidenze scientifiche dimostrano infatti che l’alcol fa male sempre, a qualunque livello di consumo. E questo vale per qualunque tipo di bevanda, dalla birra ai superalcolici, perché il rischio-tumore dipende direttamente dall’alcol. Una volta informata correttamente la popolazione sulla natura dei rischi inerenti a questa abitudine voluttuaria, ognuno è poi libero di decidere come gestire la propria salute. Ma intanto le linee guida di diversi Paesi vengono riviste in senso restrittivo, rispetto ai livelli di consumo di alcol considerati a basso rischio. Come accade nell’ultima edizione di quelle canadesi sull’argomento (Guidance on Alcohol and Health), il cui messaggio è riassumibile nello slogan ‘meno bevi, meglio è’. Rinunciare all’alcol – ricordano gli esperti canadesi - ha una serie di benefici; ne guadagna globalmente la salute e la qualità del sonno ed è l’unica opzione possibile in gravidanza e durante l’allattamento; anche gli adolescenti e i giovani dovrebbero stare il più a lungo possibile lontano dall’alcol.
Assumere 1-2 drink a settimana (un drink o ‘bevanda standard’ contiene circa 10-12 grammi di alcol puro che si trovano in 280-330 ml di birra a 5°, 150-180 ml di champagne, 30-40 ml di whisky o altri superalcolici sopra i 40°, in 60-80 ml di liquore e in 100-120 ml di vino rosso) può avere minime ripercussioni sulla salute; ma già 3-6 drink a settimana aumentano il rischio di tumore; da sette drink in su aumenta quello di ictus e ogni bicchiere in più aumenta ‘radicalmente’ il rischio di conseguenze per la salute. Bere più di due drink per volta – ricordano i canadesi - aumenta il rischio di danni legati ad episodi di violenza (per sé stessi e per gli altri) e incidenti. Insomma bisogna cercare di bere meno. Fa bene a noi stessi e a chi ci sta vicino. Riduce il rischio di incidenti, di violenza e di tante malattie che possono accorciare la durata della vita e che contribuiscono senz’altro a peggiorarne la qualità. “Ogni drink in meno conta – affermano gli autori delle linee guida – perché qualunque riduzione nell’assunzione di alcol ha i suoi benefici”. Ma come riuscirci? Rispettare i limiti che ci si è prefissati, bere lentamente, bere tanta acqua, scegliere comunque sempre bevande a basso tasso alcolico, mangiare sia prima che durante l’assunzione di alcol, imporsi delle settimane ‘no alcol’.