Jonella Ligresti cita in tribunale l’amministratore delegato dimissionario di Mediobanca Alberto Nagel e all’istituto di Piazzetta Cuccia. La mossa legale della figlia dell'ex patron di Fonsai Salvatore Ligresti, ricostruita dall’Adnkronos, arriva dopo la scalata del Montepaschi che ha portato all’uscita del banchiere milanese con l’assemblea del 28 ottobre. Jonella Ligresti per la prima volta chiede in sede civile al top manager e all'istituto di credito il risarcimento del danno morale, oltre che quello per le perdite patrimoniali.
Al centro della vicenda ci sarebbe l famigerato papello del 2012, cioè il documento redatto dalla famiglia Ligresti con oggetto le richieste rivolte a Mediobanca nell’ambito della ristrutturazione di Premafin e della controllata Fonsai e della fusione con Unipol.
La cifra chiesta oggi dalla primogenita dell’ingegnere scomparso nel 2018, l'unica della famiglia ad adire per vie legali, sarebbe di oltre 20 milioni di euro di risarcimento danni. Il valore del riconoscimento economico previsto dal papello non è immediatamente quantificabile: se nel manoscritto alcune cifre sono esplicitate, per altri beni sarà necessaria una valutazione.
Che cosa era il papello? Trovato nello studio dell’avvocato di Mediobanca Cristina Rossello, era un documento manoscritto o dattiloscritto, redatto il 17 maggio 2012, che elencava una serie di richieste della famiglia Ligresti a Mediobanca come condizione per accettare la perdita del controllo di Premafin/Fonsai.
I fogli aventi come intestazione «Accordi tra Famiglia e Nagel Pagliaro Cimbri Ghizzoni» finirono per mesi sui giornali, non solo nelle pagine di finanza ma anche della cronaca giudiziaria, oltre che al centro di un’inchiesta penale del Tribunale di Milano.
Il testo conteneva i desiderata della famiglia Ligresti per l'uscita di scena da Fonsai, un addio dal costo di circa 60 milioni di euro. La promessa includeva, tra l'altro, l'indicazione di «45 milioni netti» più «700 mila euro all'anno per cinque anni a testa» per quattro membri della famiglia, buonuscite e consulenze per Jonella, Giulia e Paolo Ligresti (i figli dell'Ingegnere morto nel maggio 2018, ndr); più uso gratuito di uffici e foresterie a Milano e del Tanka Village in Sardegna.
L'accordo segreto scritto a mano dalla Ligresti, siglato da Nagel e sottoscritto da Salvatore Ligresti, venne custodito (come dimostrarono le indagini della Procura di Milano) in una cassaforte dall'avvocato Rossello, allora segretaria del patto di sindacato di Mediobanca. Quei tre foglietti, che non portarono a nulla sotto il profilo penale, potrebbero ora avere un costo per Nagel e Mediobanca. (riproduzione riservata)