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Guglielmo Picchi
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Medio Oriente, Sace: l’export italiano verso gli Emirati Arabi Uniti varrà 9 miliardi di euro entro fine anno

28 novembre 2025, 11:20 Ultimo aggiornamento: 11:24

Tra nuovi dazi e concorrenza asiatica, l'Italia punta sul Medio Oriente. A Dubai, il Roadshow di Sace ha attratto oltre 100 imprese

Tra nuovi dazi statunitensi e la pressione crescente della concorrenza asiatica, l’Italia rilancia la propria proiezione commerciale rafforzando partenariati strategici e aprendo nuovi canali con il Medio Oriente.

Non a caso la prima e unica tappa fuori dai confini nazionali del Roadshow itinerante di Sace è stata organizzata a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. E vi hanno partecipato oltre 100 imprese provenienti da tutta l’area del Golfo, dai settori delle infrastrutture e dell’energia al food & beverage, dal manifatturiero alla meccanica strumentale.

Questo a testimonianza degli ottimi rapporti commerciali tra Italia ed Emirati. L’export italiano continua a crescere a due cifre ogni anno: ha sfiorato gli 8 miliardi nel 2024 (+19% rispetto all’anno precedente) e nei primi otto mesi del 2025 ha raggiunto 5,8 miliardi di euro. Quindi, secondo le proiezioni, potrebbe superare i 9 miliardi entro la fine dell’anno, un livello che sarebbe il doppio di quanto registrato a fine 2021.

Gli emiratini comprano principalmente dall’Italia gioielleria, bigiotteria, pelletteria e arredamento (30% del totale), tessile e abbigliamento (11%) e alimentari e bevande (4%). Rilevante è anche l’esportazione di macchinari (19% del totale), apparecchi elettrici e chimica-farmaceutica (8% entrambi) e mezzi di trasporto (7%).

Il trend positivo delle esportazioni di Made in Italy negli Emirati è destinato a continuare nei prossimi anni. «Prevediamo tassi di crescita annui del 10,7% per il prossimo biennio per le nostre esportazioni e lavoriamo al fianco delle imprese in questa direzione, con il nostro ufficio di Dubai presente ormai da più di dieci anni», ha sottolineato il presidente di Sace, Guglielmo Picchi.

Il secondo mercato mediorentale è l’Arabia Saudita

L’unica tappa del Roadshow di Sace fuori dall’Italia si è tenuto in coda alla due giorni di forum imprenditoriale bilaterale tra Italia e Arabia Saudita a Riad. L’Arabia è il secondo mercato mediorientale per l’Italia, dopo appunto gli Emirati Arabi Uniti, sia per export effettivo (6,2 miliardi nel 2024) sia per quello potenziale (1,2 miliardi), cioè il valore che Roma potrebbe raggiungere sfruttando fino in fondo la capacità produttiva esistente. «L’Italia punta a consolidare ulteriormente la propria presenza economica nel Golfo e guarda all’Arabia Saudita come a uno dei mercati più dinamici per il Made in Italy», ha dichiarato il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, ribadendo l’obiettivo «di raggiungere i 700 miliardi di esportazioni entro la fine del 2027».

Con 355 milioni di export potenziale, la meccanica strumentale resta il comparto guida, pari a quasi il 30% del totale. Seguono i prodotti in legno (175 milioni, 14% del potenziale): una filiera che oggi è solo settima per export effettivo, ma che balza al secondo posto guardando al potenziale, vista la crescente domanda prevista nel Paese. Tra gli altri settori con maggiori margini figurano chimica, metalli, tessile e abbigliamento, mezzi di trasporto e apparecchi elettrici.

Da segnalare inoltre che anche per la prima volta ha partecipato l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC) per rafforzare la cooperazione tra Italia e Arabia Saudita, inserendo sport e cultura nelle traiettorie di sviluppo strategico dei prossimi anni e consolidando il ruolo dell’Italia nei grandi processi di trasformazione in corso nel Regno. In particolare si spazia dall’ingegneria al design, dalle tecnologie per eventi alla valorizzazione dei siti culturali, complementari alle iniziative saudite come Expo 2030, Fifa World Cup Diriyah, AlUla. (riproduzione riservata)



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