In una giornata di contrattazioni contrassegnata dalla debolezza già in avvio, ci ha pensato il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, a dare una mazzata a Piazza Affari. Il Ftse Mib ha infatti accelerato al ribasso, toccando un minimo intraday di 22.269 punti, terminando la seduta in ribasso dello 0,84% a 22.463 punti. Più tranquille le altre borse europee, con Francoforte che ha ceduto lo 0,11% e Londra lo 0,43%. Positiva invece Parigi, con il Cac in rialzo dello 0,18%.
Juncker ha infatti messo in guardia contro una "forte reazione" dei mercati dopo le elezioni in Italia, invitando a "prepararsi allo scenario peggiore." Per il numero uno della Commissione, "la prima di marzo sarà una settimana molto importante per l'Unione europea", con il referendum interno dei socialdemocratici tedeschi sul governo di coalizione con la Merkel e il voto in Italia. "Sono più preoccupato per l'esito delle elezioni italiane che per il referendum Spd", ha aggiunto. "Dobbiamo prepararci allo scenario peggiore", ha detto, "che potrebbe comportare che in Italia non vi sia un governo operativo e funzionante".
Parole che hanno pesato sul sentiment, a detta di molti analisti. “Non solo dell'obbligazionario ma anche dell'azionario", ha affermato Massimo Intropido, analista di Ricerca Finanza, “perché il mercato "percepisce l'aumento del rischio sull'Italia" in vista delle elezioni. Per l'esperto "il tema dell'ingovernabilità ci accompagnerà fino al voto e anche dopo. Speriamo di non essere entrati in un fase troppo speculativa". Di riflesso, lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in rialzo a 136,636 punti base.
Più stabile il mercato valutario, con il cambio tra euro e dollaro poco sopra 1,23 a 1,2326, in seguito alle minute della Banca centrale europea. Oggi gli esponenti del consiglio della Banca centrale europea hanno ritenuto fosse prematuro modificare il messaggio di politica monetaria per segnalare una sua prossima normalizzazione, così da evitare brusche correzioni di rotta e monitorare gli effetti dell'apprezzamento dell'euro. Ma un annuncio sul quantitative easing potrebbe arrivare "in uno dei prossimi meeting di politica monetaria".
A Piazza Affari si sono concentrate le vendite, in controtendenza rispetto al mercato, su A2a (+3,29% a 1,444 euro), su cui Kepler Cheuvreux ha alzato la raccomandazione da hold a buy, con prezzo obiettivo che rivisto al rialzo da 1,5 a 1,7 euro, e su Tenaris (+3,1% a 13,97 euro) dopo la pubblicazione dei risultati 2017 che hanno mostrato una straordinaria crescita dell’813% dell’utile netto.
Bene nel comparto energetico anche Italgas (+1,76% a 4,462 euro) e Snam (+1,06%a 3,631 euro), mentre Eni ha ceduto lo 0,23% a 13,68 euro. L'ad Desclazi ha smentito che il governo nigeriano stia valutando di chiedere al gruppo italiano un risarcimento da 9 mld di euro a seguito dell'inchiesta sulla presunta tangente per il giacimento Opl 245 nel Paese africano.
In negativo l'intero comparto bancario che ha sofferto il rialzo dello spread Btp/Bund: Intesa -1,28%, Mediobanca -1,21%, Unicredit -1,97%, Banco Bpm -2%, Bper -1,99%, Ubi -1,66%. Tra gli altri finanziari, in rosso anche UnipolSai Assicurazioni (-1,92% a 1,97 euro) che ha lanciato oggi un bond Tier2 da 500 milioni di euro.
In rosso anche l'intera scuderia Agnelli, dove Exor ha ceduto il 2,75% a 59,52 euro in seguito ai conti della controllata PartnerRe, risultati nella parte bassa delle indicazioni fornite all'Investor Day, a causa delle catastrofi naturali occorse negli Stati Uniti. Male anche Fca (-2% a 17,764 euro), Ferrari (-2,09% a 103,1 euro) e Cnh (-1,98% a 11,36 euro).
Nel settore del lusso, dopo il rialzo di oltre il 2% segnato ieri, Salvatore Ferragamo ha concluso un’altra seduta in rialzo dell'1,01% a 23,03 euro. Poco mosse Ynap (-0,13% a 37,77 euro) dopo che Richemont ha annunciato che il periodo di revisione della sua offerta di acquisizione è stato sospeso per un massimo di 15 giorni, così da dare alla Consob il tempo necessario per valutare il bilancio della società, e Luxottica (-0,32% a 50,06 euro).
Fuori dal listino principale, si segnalano Coima Res (+0,24% a 8,3 euro), che ha battuto le attese sui ricavi e ha proposto un dividendo in aumento a 0,27 euro, Igd (+6% a 8,65 euro), che nel 2017 ha riportato un utile netto in crescita del 26,5%, superiore al target del +20% indicato nella semestrale, e Autogrill (-2,33% a 10,50 euro), che continuerà a concentrarsi sul business in Italia e non inserisce operazioni di M&A tra le proprie priorità.