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Massimo Perotti e i successi di Sanlorenzo: dalle acquisizioni alla Borsa

Sotto la sua guida, oggi lo storico cantiere di Ameglia è una realtà protagonista assoluta della yacht industry internazionale

di Fabio Petrone
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Era il 2005 quando Massimo Perotti rilevò da Giovanni Jannetti lo storico cantiere Sanlorenzo di Ameglia (La Spezia), puntando su una boutique della nautica dal brand fortissimo, una reputazione d’eccellenza e un club di armatori che annoverava le più importanti famiglie italiane.

Massimo Perotti e i successi di Sanlorenzo: dalle acquisizioni alla Borsa

In questi 20 anni, Massimo Perotti è riuscito a trasformare l’azienda in una realtà protagonista assoluta della yacht industry internazionale, quotata alla Borsa di Milano. Agli yacht (24/40 metri) e superyacht (44-74) Sanlorenzo, realizzati in composito e metallo, si sono aggiunte le linee Bluegame (in composito, tra 13 e 23 metri) e Nautor Swan, il cantiere finlandese acquisito un anno fa (specializzato in yacht a vela, in fibra di carbonio ed in composito, e a motore, in composito, tra 13 e 40 metri, e in allumino da 44 metri). In occasione di questo anniversario, Gentleman ha incontrato il cavaliere Massimo Perotti.

La sede di Sanlorenzo   a La Spezia, dove vengono prodotti  i superyacht. Il cantiere ha poi siti produttivi  ad Ameglia, Massa,  Pisa e Viareggio.
La sede di Sanlorenzo  a La Spezia, dove vengono prodotti i superyacht. Il cantiere ha poi siti produttivi ad Ameglia, Massa, Pisa e Viareggio.

Gentleman. Sono passati vent’anni da quando è entrato in Sanlorenzo: che cosa l’aveva spinta a investire nel cantiere e come siete riusciti a renderlo una realtà così importante?
Massimo Perotti. Conoscevo bene Sanlorenzo, un marchio di altissima qualità, con un design curato e una grande attenzione al dettaglio, ma con una dimensione di nicchia: 42 milioni di fatturato e sette barche all’anno. Nel 2008 siamo passati a 200 milioni, espandendo la gamma e aprendo a nuovi mercati, come Asia-Pacifico, Americhe e Centro Europa. Per il 2025 prevediamo di arrivare a circa un miliardo.

G. Poi c’è stata la crisi del 2008. Come l’avete affrontata?
M.P. È stato un momento difficile per tutta la nautica, ma Sanlorenzo è rimasta stabile fino al 2013, quando abbiamo deciso di innovare profondamente il prodotto coinvolgendo designer come Rodolfo Dordoni, Antonio Citterio, Christian Liaigre, Patricia Urquiola e, dal 2015, Piero Lissoni, che poi, nel 2018, è diventato il nostro art director. Lissoni ha avuto un ruolo determinante anche nel rinnovamento della comunicazione: ci ha spinti ad abbandonare la retorica classica del mare e del sole per un linguaggio più contemporaneo.

L’Almax 50 Steel, design esterno di Zuccon International Project  e interni di Lissoni & Partners.
L’Almax 50 Steel, design esterno di Zuccon International Project e interni di Lissoni & Partners.

G. A che armatori vi rivolgete?
M.P. Sin dall’inizio ho voluto concentrare la produzione sopra i 24 metri, dove la concorrenza è minore e il mercato è meno ciclico. Vendere barche sotto quella soglia significa rivolgersi a clienti più sensibili ai cicli economici. Noi, invece, lavoriamo con gli ultra-high net-worth individuals: oggi il nostro prezzo medio per unità venduta è di circa 12 milioni di euro. Il core business, Sanlorenzo, rappresenta oltre il 80% del fatturato; Bluegame, che opera nel segmento sotto i 24 metri, pesa il 10% e la neoacquisita Nautor Swan un altro 10%.

Il Bluegame BGF45 (la F sta per foil).
Il Bluegame BGF45 (la F sta per foil).

G. Oltre Bluegame, avete ampliato il perimetro strategico con Nautor Swan. Si stanno concretizzando sinergie industriali tra queste realtà?
M.P. Stiamo costruendo a Brescia un nuovo stabilimento di 11mila metri quadrati: metà sarà dedicata ai modelli Bluegame, l’altra metà alla divisione a motore di Nautor Swan.

G. Come sarà il primo megayacht a vela Swan Alloy?
M.P. Il varo è previsto per l’estate 2028, il progetto già partito. Si tratta di un 44 metri disegnato da Malcolm McKeon, uno dei migliori designer nel mondo della vela e sarà il primo Maxi Swan costruito in Italia, con lo scafo in alluminio realizzato in Olanda da un cantiere top-level, in grado di garantire tolleranze di superficie inferiori a 0,3 mm su 6 metri di lunghezza. Il livello qualitativo sarà altissimo. Gli interni saranno completati a Viareggio, grazie alle maestranze ex-Perini che conoscono perfettamente il mondo della vela di alta gamma.

G. Qual è la visione di Sanlorenzo per il futuro?
M.P. Dal 2012 al 2022 ci siamo concentrati su design, architettura e arte. Dal 2021 abbiamo iniziato un nuovo ciclo decennale dedicato alla sostenibilità, Road to 2030, che si concretizza in accordi strategici in esclusiva con i più grandi player mondiali nei settori della mobilità e dell’energia sostenibile. L’acquisizione di Nautor Swan fa parte di questa strategia: è un investimento per essere pronti a rispondere alla domanda di un mercato più sensibile all’ambiente. Rimanendo in tema, altri due progetti: La Fondazione Sanlorenzo, per sostenere le isole minori italiane e migliorare le condizioni economiche e sociali delle comunità che vi abitano, e Sanlorenzo Arts a Venezia, nuovo centro di ricerca culturale.

(Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 05/09/2025 08:08
Ultimo aggiornamento: 05/09/2025 14:44
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