Masseto soffre, Solaia lo consola
Masseto perde il 3%, sommando Solaia si ha un rialzo del 40%. Il bilancio contraddittorio sconta un assestamento del mercato
In tabella compaiono cinque vini toscani, in bottiglie di formato magnum: due di Bolgheri e gli altri del territorio chiantigiano, ma solo per due di essi, il Masseto e il Solaia, il confronto delle quotazioni ottenute nel 2018 e nel 2019 è possibile praticarlo su un numero di esemplari sufficiente per trarne indicazioni attendibili. Quando l’esemplare è uno solo, come nel caso delle magnum di Pergole Torte e Tignanello, non si può certo attribuire l’andamento della loro quotazione a tutti i millesimi di quelle etichette, ed è meglio non farlo anche se i millesimi sono due, come per l’Ornellaia (tanto più che uno è aumentato di prezzo e l’altro è diminuito).
Ma quali sono state le performance del Masseto e del Solaia? Piuttosto contraddittorie. Pur avendo cinque millesimi rincarati e solo tre in calo, il bilancio del Masseto non è positivo: il valore complessivo delle sue otto annate è sceso di poco più del 3%, da 10.164 a 9.842 euro, mentre sommando le quotazioni dei quattro millesimi di Solaia si scopre che dal 2018 al 2019 sono cresciute di oltre il 40%, da 1.119 a 1.566 euro. La perdita subita dal Masseto è di minima entità per il vino italiano che ha registrato negli ultimi gli aumenti di quotazione più elevati e potrebbe quindi essere una semplice scossa di assestamento. Ma è altrettanto possibile che in un anno come il 2019, in cui le aste hanno fatto crollare le quotazioni dei mitici premiers crus bordolesi, il Masseto abbia scontato il fatto che a distribuirlo all’estero sono proprio i negociants de la place de Bordeaux. (riproduzione riservata)
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