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Manovra, riscritto l’emendamento sullo scippo dell’oro di Bankitalia per cercare di sfuggire alle maglie di Bce e Ue
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Manovra, riscritto l’emendamento sullo scippo dell’oro di Bankitalia per cercare di sfuggire alle maglie di Bce e Ue

01 dicembre 2025, 22:30 Ultimo aggiornamento: 03 dicembre 2025, 14:05

La versione 2.0 dell’emendamento alle legge di Bilancio di Malan di FdI tenta di evitare l’accusa di esproprio e di entrare in contrasto con i trattati Ue

Questa volta Bruxelles non ha neanche dovuto inviare la lettera per stoppare il tentativo del governo italiano di mettere a bilancio le riserve d’oro di Bankitalia. Sono bastati i rilievi di tecnici del Tesoro nazionale per ricordare le motivazioni per cui lo scippo a Via Nazionale non è possibile. Ecco che il testo dell’emendamento 1.1 alla manovra a prima firma del capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, è stato riformulato al fotofinish, limitandosi a prevedere che «le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono al popolo italiano». Invece di chiedere, come nel testo originale, che «appartengano allo Stato, in nome del popolo italiano».

Insomma si passa dal tentativo di trasferire la titolarità dell’oro da Palazzo Koch allo Stato a una norma di interpretazione autentica, per giunta pleonastica. D’altronde Bankitalia in quanto istituto centrale nazionale (e parte del sistema europeo di omologhi guidato dalla Bce) è un ente pubblico, quindi agisce per sua stessa essenza nell’interesse dei cittadini.

Eppure FdI non ha mollato la presa perché persegue l’obiettivo, stando a quanto risulta a MF-Milano Finanza, di neutralizzare anche il più remoto rischio che la Bce possa mettere le mani sull’oro italiano, timore che nasce dal fatto che la competenza esclusiva in materia di politica monetaria spetta all’Unione Europea e per essa al Sistema europeo di banche centrali al cui vertice si colloca la Bce.

Allo stesso tempo però il partito della premier è dovuto correre al riparo per evitare di entrare in contrasto con il Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea e con la Costituzione italiana. L’emendamento originario, ha sottolineato il dipartimento del Mef, avrebbe da un lato intaccato il principio dell’autonomia delle banche centrali (di cui la gestione delle riserve è parte fondamentale) e dall’altro eluso il divieto per le banche centrali di finanziare i rispettivi settori pubblici nazionali. Ma soprattutto avrebbe messo in atto un esproprio di quasi 2.500 tonnellate d’oro dal valore di circa 275 miliardi di euro dal caveau di Bankitalia.

La nuova versione della proposta di modifica alla legge di Bilancio, evitando il riferimento allo Stato, accantona l’accusa dell’esproprio, rivelano fonti di maggioranza. E così la riformulazione dell’emendamento a prima firma di Malan resta nel pacchetto dei 414 segnalati dai partiti di maggioranza e opposizione che da oggi la commissione Bilancio inizierà a scremare. Anzi, ha acquisito qualche possibilità in più di andare avanti, grazie a un gioco di equilibri tra le forze di maggioranza. La riprova si avrà però a partire da lunedì 8 ottobre quando inizierà il voto vero e proprio sugli emendamenti in commissione, con la possibilità che l’approdo in Aula a Palazzo Madama del slitti oltre l’ipotizzato 15 dicembre.

L’intesa su affitti brevi e Irap

Le forze politiche di centrodestra al governo avrebbero inoltre trovato una quadra su altro nodo critico previsto in manovra: la norma sugli affitti brevi. La soluzione dovrebbe essere: mantenere al 21% la cedolare secca sulle prime case messe sul mercato, per alzarla al 26% dal secondo immobile in poi. L’attività imprenditoriale dovrebbe scattare invece dal terzo appartamento.

Un’altra intesa raggiunta riguarderebbe poi il ritocco a rialzo dell’Irap sulle banche e sulle assicurazioni (dal +2% attuale al +2,5%), con una franchigia a 90mila euro per tutelare gli istituti di credito e le imprese più piccole. Verifiche in corso anche per eliminare l'aumento del 2% dell'Irap per le holding non finanziarie e sulla possibilità (anticipata da MF-Milano Finanza) di una sanatoria per le assicurazioni sull'adeguamento dell'imposta per danni al conducente. Nuove coperture dovrebbero arrivare dalla tassa sui piccoli pacchi extra Ue e dall’aumento dal 18 al 21% della rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni. Senza dimenticare la tassa a sconto al 12,5% (per FI) o al 13% (per la Lega) sui lingotti, placchette e monete detenuti dagli italiani su cui sarà avviata una rivalutazione entro giugno. (riproduzione riservata)



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