Maire chiude il 2025 in bellezza. Dopo l’acquisizione del gruppo Ballestra, la società fondata da Fabrizio di Amato ha annunciato che alle proprie controllate della business unit Integrated E&C Solutions sono stati assegnati lavori aggiuntivi relativi a ordini precedentemente annunciati e nuove commesse per un importo complessivo di 700 milioni di euro circa.
Di questi, 430 milioni di euro sono relativi a lavori aggiuntivi situati principalmente nell’Africa subsahariana e in Medio Oriente e 270 milioni a nuove aggiudicazioni per l’esecuzione di progetti di energia rinnovabile in Medio Oriente. Nel pacchetto sono previste anche integrazioni contrattuali riguardanti progetti di efficientamento energetico in Italia.
«I nuovi ordini rappresentano circa il 5,2% del portafoglio ordini (backlog, ndr) a settembre del 2025 e aumentano la visibilità per i prossimi trimestri», ha commentato l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo che sul titolo Maire ha ribadito il rating buy e il target price a 14,3 euro.
A Piazza Affari il titolo Maire è salito in chiusura il 30 dicembre di un altro +0,46% a 13,05 euro dopo aver messo a segno in un anno un +57% grazie all’interesse crescente verso la controllata all’82% Nextchem, alla solida esecuzione operativa e al miglioramento delle stime del business E&C.
Nel breve, il principale catalyst per Maire resta una potenziale forte raccolta ordini. Ma, guardando avanti, lo spin-off di Kbr, società statunitense con una divisione tecnologica comparabile a Nextchem, previsto nel 2026 può rappresentare un importante datapoint valutativo per il mercato.
In passato Maire ha più volte manifestato l’intenzione di valorizzare Nextchem, anche tramite Ipo. Ora, come anticipato da Il Sole 24 Ore, il gruppo starebbe preparando il percorso verso una possibile quotazione della controllata, che potrebbe avvenire già nel 2026, compatibilmente con le condizioni di mercato, puntando a una valutazione intorno a 2 miliardi di euro.
Nextchem rappresenta la divisione Sustainable Technology Solutions (STS) del gruppo e concentra il portafoglio di licenze tecnologiche, competenze ingegneristiche ed equipment proprietario, con elevate prospettive di crescita nel medio termine (cagr del 20-25% nel 2024-2029) e marginalità strutturalmente elevata (target ebitda margin al 22-27%), fortemente esposta ai driver della transizione energetica.
Per questa divisione Equita ha stimato ricavi in crescita del 30% anno su anno nel 2025 e del 15% nel 2026, con un ebitda pari a 118,5 miliardi (margini al 25,5%) quest’anno e a 128 milioni (margini al 24%) nel 2026. Equita ha un rating buy e un prezzo obiettivo a 14 euro sul titolo Maire. (riproduzione riservata)