Più ottimismo sullo sviluppo di Maire nel 2026. Il 17 dicembre si è svolto l’incontro del management del gruppo di tecnologia e ingegneria con gli analisti. Diversi gli spunti emersi. Primo, l’outlook 2025 è stato confermato nella fascia alta del range della guidance che prevede ricavi a 6,8-7 miliardi di euro e un ebitda a 460-490 milioni (margini al 6,8%-7%). La stima di Equita si colloca leggermente sopra i 7 miliardi a livello di ricavi e a 490 milioni (margine al 7%) per quanto concerne l’ebitda.
Secondo, il contesto commerciale resta favorevole. La pipeline alla fine del terzo trimestre del 2025 ha superato i 60 miliardi di euro con un buon momentum in Medio Oriente, Nord Africa, Asia Centrale ed Europa in particolare nel trattamento gas e fertilizzanti, mentre il verticale della petrolchimica risente del surplus produttivo. Quanto alle prospettive nei biofuel sono solide, supportate dall’inclusione nelle politiche Ue sui carburanti sostenibili anche per il settore automotive.
Terzo, per quanto riguarda la raccolta ordini il management è fiducioso di poter annunciare l'aggiudicazione di contratti di competenza 2025 entro il mese di gennaio del 2026 o al massimo entro il Capital Markets Day del 4 marzo, grazie a una pipeline di di bidding/tendering che le consentirà di raggiungere se non superare l’obiettivo di raccolta ordini (circa 8 miliardi dai 5,8 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2025).
Quarto, elevata visibilità sul 2026. Equita ha riscontrato un buon grado di fiducia oltre che di visibilità sulla crescita dei volumi nel prossimo anno grazie al portafoglio ordini da 14 miliardi che garantisce una copertura del 90% dei ricavi attesi lungo la traiettoria del piano. Per il 2026 «stimiamo una crescita del 5% con una marginalità al 7%», precisa la Sim.
Quinto, l'esecuzione del progetto Hail & Ghasha, il più grande nel portafoglio, avverrà leggermente in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Alla fine del terzo trimestre del 2025 aveva raggiunto il 45%. «Riteniamo che il progetto possa consentire di aumentare il margine nella divisione IE&CS (Integrated Engineering & Construction Solutions, ndr)», prevede Equita.
Sesto, la controllata Nextchem continua l’espansione del portafoglio di tecnologie industriali, fra cui quelle legate all'ammoniaca, il metanolo e a cui si aggiungono quelle dell'economia circolare ed energia nucleare.
Settimo, il capitolo M&A resta aperto. Infatti, Nextchem ha in pipeline un’acquisizione che dovrebbe manifestarsi già entro la fine dell’anno (Equita stima per 80-100 milioni) come indicato nella call sui risultati trimestrali, aggiungendo tecnologie adiacenti e complementari. «Riteniamo che operazioni di M&A mirate su Nextchem rappresentino un potenziale catalyst positivo per il titolo, rafforzando il segmento a maggior crescita e marginalità», precisa Equita.
Ottavo, ma non meno importante, il contenzioso con Eurochem. Il management di Maire ha ribadito che non vi sono implicazioni finanziarie. La sentenza del tribunale di Mosca non è esecutiva al di fuori della Russia in quanto emessa in violazione della Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali stranieri, a cui aderiscono oltre 170 Paesi, inclusi quelli Cis e Brics.
In conclusione, secondo Equita, «l’incontro rafforza la nostra fiducia sulle stime 2025-2027. L’elevata visibilità sui volumi, il momentum degli utili e l’ampia pipeline confermano un contesto commerciale molto favorevole. Le indicazioni qualitative raccolte supportano le nostre stime per il 2026 che vedono un aumento dei ricavi del 5% anno su anno, dell’ebitda del 6%, dell’utile netto dell’8% e rafforzano la nostra convinzione che i target del piano al 2029: ricavi a 8-8,5 miliardi ed ebitda a 620-720 milioni possano essere rivisti al rialzo al prossimo Capital Markets Day del 4 marzo».
Dal punto di vista della valutazione, il titolo Maire tratta a multipli interessanti (15 volte il p/e e 7,5 volte l’ev/ebitda 2026) considerato il tasso di crescita degli utili sostenuto nei prossimi anni. Quindi, Equita ha confermato il rating buy e il target price a 14 euro (+1,45% a 12,58 euro in chiusura in borsa il 18 dicembre).
Banca Akros ha ribadito il rating accumulate e il prezzo obiettivo a 13 euro con l’attuale portafoglio ordini (13,9 miliardi di euro a fine settembre del 2025) che garantisce una buona visibilità sul 2026 e suggerisce che la società possa rimanere «selettiva» nella partecipazione a nuove gare. «Il mercato, in particolare per quanto riguarda le attività di trattamento del gas e di monetizzazione del gas, rimane promettente e Maire», prevede la banca d’affari, «può far leva sulle proprie tecnologie per continuare a espandere il proprio business». (riproduzione riservata)