Un attacco informatico ha colpito a fine aprile la multinazionale britannica di vendita al dettaglio Marks&Spencer, cancellando quasi un terzo dei profitti annuali.
L’azienda, famosa per i suoi prodotti di abbigliamento, articoli per la casa e alimentari, ha dichiarato oggi (21 maggio), in occasione della pubblicazione dei risultati dell’anno fiscale 2025, che il cyberattacco del mese scorso costerà 300 milioni di sterline (403 milioni di dollari) di utile operativo. Il colosso della grande distribuzione cercherà di tenere a freno l’impatto finanziario attraverso la gestione dei costi, delle assicurazioni e di altre azioni commerciali.
L’attacco informatico ha fatto perdere oltre un miliardo di sterline al valore di mercato di M&S e continua a causare interruzioni al commercio online, una situazione che, secondo l’azienda, potrebbe protrarsi fino a luglio.
L’amministratore delegato Stuart Machin ha spiegato che «è stata una sfida, ma si tratta di una fase e ora siamo concentrati sulla ripresa, con l’obiettivo di uscire da questo periodo come un’azienda molto più forte. La nostra strategia e i nostri piani a lungo termine non sono stati modificati e, semmai, l’incidente ci consente di accelerare il ritmo del cambiamento mentre tracciamo una linea e andiamo avanti».
La catena britannica ha chiuso l’anno fiscale 2025 registrando un utile netto di 292,9 milioni di sterline con un calo di oltre il 30%. L’utile operativo adjusted si è attestato a 984,5 milioni, in aumento del 17%. Sono cresciuti del 6% anche i ricavi a 13,91 milioni.
Gli analisi di Rbc Capital Markets valutano il titolo, che sul listino di Londra tratta a 367,60 sterline, intorno a 420, come rating outperform. Il sentiment degli investitori, però, rimane neutral.
M&S ha fatto buoni progressi nel settore alimentare e nella moda femminile. Tuttavia, a seguito dell’attacco, la banca di investimento ritiene che dovrà recuperare la fiducia degli investitori nei suoi sistemi e nella sua capacità di operare in modo efficace per un periodo prolungato. A lungo termine, non si prevede, però, un impatto significativo sulla solida percezione del suo marchio.
Il titolo M&S è attualmente scambiato 11 volte il rapporto prezzo/utile, un rapporto che si colloca leggermente al di sotto della media del suo intervallo storico e che non rispecchia i i recenti miglioramenti nell’esecuzione e nelle performance. (riproduzione riservata)