Luglio a Milano? Il nuovo ristorante Orizzonti vi farà dimenticare di essere in città
Al 13° piano dell’Uptown Palace, un nuovo indirizzo che, risvegliando tutti i sensi, vi farà sentire in vacanza
Ha appena aperto Orizzonti, nuovo indirizzo nel cuore di Milano, in via Santa Sofia 10, all’ultimo piano dell’Uptown Palace. Un luogo che è sì ristorante, dal pranzo alla cena, ma che promette di diventare punto di riferimento anche per aperitivi e after dinner. Il motivo è semplice: una volta che si arriva qui ci si dimentica di essere in città. E, in questo afoso luglio, con le vacanze ancora lontane, ce n’è bisogno. Il merito va alla posizione e all’offerta enogastronomica, in grado di risvegliare tutti i sensi.

Si parte dalla vista. Ci troviamo al 13° piano, da dove si può godere di un panorama a 360 gradi sullo skyline milanese: la Torre Velasca, il Duomo, i grattacieli, fino ad arrivare alle Alpi. Il ristorante Orizzonti, nome omen, abbraccia tutta la città e gioca con i suoi ospiti a individuare case, terrazze, edifici… Ma la vista viene soddisfatta anche dal punto di vista del design, sofisticato e senza tempo. Pareti e soffitti si vestono di sfumature di marroni, grigi e beige, mentre il pavimento è in marmo Zebrato Margraf, dal forte impatto visivo e quasi ipnotico.

Il marmo, e qui entra in gioco il tatto, è protagonista anche del social table: un blocco unico lungo quattro metri che interpreta la convivialità in chiave materica ed elegante. E poi, opere scultoree della collezione Velata Drapes di Margraf, firmata dal designer Raffaello Galiotto; illuminazione, calda e avvolgente, curata da Flos, che finalmente permette di leggere il menù senza sforzi e vedere quello che si ha nel piatto; sedute Pedrali davvero comode e avvolgenti.

E poi, alla vista si affiancano il gusto e l’olfatto quando iniziano ad arrivare le prime ordinazioni, spesso preparate direttamente al tavolo dallo chef Luca Pedata e dal suo sous-chef Giuseppe Robustella. Napoletano, ma con grande esperienza sul territorio milanese (è stato per dieci anni main chef da Carlo e Camilla in Segheria), Luca propone una cucina concreta che reinterpreta la tradizione mediterranea attraverso tecniche contemporanee. Il menù è ben studiato, ma, dopo averli assaggiati, vi consiglio come antipasti Brutto ma Buono, Chips ai fiori di Sambuco e Capesante, caviale e anguria (freschissimo).

E poi, Cappelletti alla Genovese 360° (viene voglia di prendere un pezzo di pane fatto rigorosamente con lievito madre per fare scarpetta, anche se non si dovrebbe), Uovo o Provola? (si accettano scommesse al tavolo) e la Ricciola all’acqua pazza. Per riaccendere la memoria, perfetti il Risotto al pomodoro (e no, non è come quello che mangiavamo da bambini, saremmo diventati tutti molto più esigenti in cucina!) e la Pastiera Cruda (il profumo è quello della torta appena sfornata).

Il tutto accompagnato da una carte di vini con oltre 200 etichette che spaziano tra prodotti italiani e grandi brand esteri. Immancabile, in un posto così, anche una cocktail list all’altezza. All’ora dell’aperitivo, con un sottofondo musicale studiato, sorseggiare un drink con il cielo rosa e il sole che si staglia sullo skyline di Milano ci farà dimenticare di essere ancora in città. Per poi proseguire dopo cena, quando Milano sembra essersi addormentata ed è illuminata solo dalle luci delle case.

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