Bank of America avvia la copertura del titolo Lottomatica, la principale società italiana di scommesse sportive, con un rating buy. E l’azione a Piazza Affari balza sopra la soglia psicologica di 22 euro (top intraday a 22,08 euro, livello già toccato lo scorso 4 dicembre; alle 13:15 sale del 2,72% a 21,84 euro).
Non solo la valutazione è interessante a 7,5 volte l’ev/ebitda 2026, con il 30% della capitalizzazione di mercato attuale (5,3 miliardi di euro) destinato a essere restituito agli azionisti entro il 2028, ma BofA si aspetta un tasso annuo di crescita dell’ebitda del gruppo del 10% entro il 2028, sostenuto dalla transizione dal retail all’online e dai guadagni in termini di quota di mercato in un contesto regolatorio favorevole agli operatori del gaming.
Il target price di BofA a 29 euro implica un potenziale upside del 32% rispetto alla quotazione attuale. D’altra parte, in un settore in rapida evoluzione, Lottomatica si distingue per un’esposizione al 100% sull’Italia, il più grande mercato di gaming in Europa, con un quadro regolatorio favorevole; per una leadership di mercato chiara, con margini per ulteriori incrementi di quota di mercato; per un miglioramento dei margini e del free cash flow, sostenuto dalla migrazione dal retail all’online; per il potenziale re-rating, man mano che il mix di business si sposta verso i ricavi online di maggior qualità.
A differenza di altri mercati del gaming, dove i nuovi entranti (per esempio gli Stati Uniti) o irrigidimenti regolatori (Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi) generano incertezza sulle prospettive di crescita, l’Italia, secondo BofA, offre fondamentali solidi.
Si tratta, infatti, di un mercato da oltre 22 miliardi di euro (1° in Europa, 4° al mondo) con una crescita a bassa singola cifra e resilienza comprovata nei cicli economici negativi. Un quadro regolatorio equilibrato ed efficiente consente un tasso di canalizzazione da «migliore della classe» e favorisce gli operatori omnicanale. A questo il broker aggiunge una penetrazione online ancora bassa, ma in accelerazione.
Lottomatica si è affermata come leader indiscussa sia nell’online sia nel retail grazie a operazioni strategiche intelligenti. «Crediamo che i benefici combinati della transizione all’online e della concentrazione del mercato guideranno un cagr dell’ebitda e del free cash flow del 10 e del 23%, rispettivamente, entro il 2028. Inoltre, il nuovo regime di licenze online potrebbe favorire un maggior consolidamento a livello domestico, con un potenziale upside aggiuntivo del 5-10% sul nostro target price», indica BofA.
Anche dopo una corsa di oltre il 60% da inizio 2025, la valutazione di Lottomatica resta interessante a 7,5 volte l’ev/ebitda 2026 con una crescita dell’utile a doppia cifra. Certo, il titolo tratta ora con un premio del 15-20% rispetto ai competitor più vicini (Entain, Fdj United e Opap). Ma in un settore in consolidamento, la valutazione risulta comunque appetibile, 10-30% sotto i multipli delle operazioni di m&a più recenti nel settore.
In effetti, il settore del gaming è molto attivo sul fronte M&A perché la digitalizzazione spinge gli operatori a ottenere maggior scala; in più gli operatori cercano di diversificarsi geograficamente per «coprirsi» contro potenziali aumenti regolatori e fiscali che possono essere introdotti in un singolo Paese.
«Questi deal ci permettono di confrontare la valutazione di Lottomatica con varie transazioni recenti. In media, tali deal sono stati conclusi a un multiplo di 9,6 volte l’ev/ebitda, circa il 10% in più rispetto al multiplo attuale di Lottomatica. Si potrebbe sostenere che la posizione di leadership di Lottomatica in un mercato stabile come quello italiano meriterebbe persino un premio rispetto a quella media», sostiene BofA. A 8 volte l’ev/ebitda forward secondo il consenso, tuttavia, il titolo tratta ora con un premio di appena il 10% rispetto alla sua media storica da gennaio 2024. E con il dividendo previsto a 0,43 euro per azione, il potenziale total shareholder return è del 30%. (riproduzione riservata)