Lo sapevate che l’azienda produttrice dell’Arbre Magique è italiana? E alla guida c’è Gianpaolo Re
Tutti una volta nella vita ne abbiamo comprato almeno uno, così da farlo diventare un oggetto cult. Stiamo parlando del mitico Little Trees americano, in Italia conosciuto come Arbre Magique. Una profumazione per auto a forma di alberello che nei decenni è entrata nell’immaginario collettivo diventando un oggetto di culto citato nei film, tra tutti Ocean’s Eleven, Seven, La leggenda del re pescatore e Cattivissimo Me, ma anche trasformato in opere di design e arte, come il tavolo Déjeuner sur l’Arbre, firmata da Arnaudo per Gufram.

Ma non tutti sanno che l’azienda produttrice è italiana: Tavola Spa, una realtà fondata nel 1947 da Enrico Tavola come società di import-export tra l’Italia e gli Stati Uniti. Oggi al timone del gruppo da 65 milioni di euro, con in portfolio quasi 20 marchi tra quelli di proprietà e le licenze negli ambiti della cura della persona, della casa e dell’auto (fanno parte della galassia Tavola i famosi foglietti insetticidi Orphea per la protezione ecologica degli indumenti), c’è l’imprenditore Gianpaolo Re. Gentleman l’ha incontrato a Milano, negli uffici direzionali dell’azienda dove campeggia il quadro-collage Il mito Arbre Magique di Marco Perego. Azienda in crescita dell’8-10% anno su anno e ora in una fase di internazionalizzazione con un focus sull’Europa. «Partiamo da un principio saldo, ossia l’ampliamento di prodotti e lo sviluppo delle risorse. Se questa equazione esiste si può avere fiducia in una continuità che passa anche attraverso prodotti riconoscibili e amati dal pubblico», racconta Gianpaolo Re.

Gentleman. Arbre Magique, entrato nel mercato italiano 61 anni fa, è diventato un simbolo pop. Cosa ne ha decretato il successo?
Gianpaolo Re. Il business ha beneficiato del boom del mercato dell’auto. Con la crescita del numero di utilitarie a partire dagli anni 60 c’è stato il primo forte slancio. Poi lo hanno spinto l’intuizione di entrare nella grande distribuzione e, quindi, nelle case. E la scelta di un assortimento sempre più vasto: a oggi sono quasi 30 le profumazioni disponibili.
G. Che cos’ha significato per Tavola?
G.R. È stato il vettore di crescita della società. La sua semplicità è stata la nostra forza. In fondo, la sua funzione è quella di rendere più piacevole un viaggio in auto. Nel tempo le grafiche sono state ampliate, adattandosi ai mercati di riferimento e anche i profumi, sviluppati nella casa madre Usa, cercano di avvicinarsi ai gusti dei diversi Paesi.

G. Quali sono i prossimi step per la società?
G.R. Vogliamo diventare un punto di riferimento internazionale. Abbiamo già aperto una società in Portogallo che serve il mercato iberico (Tavola Iberica, ndr), e ci stiamo allargando su Francia, Germania e altri Paesi europei. Per essere un imprenditore è necessario anche essere un buon manager: l’idea non basta più. Bisogna sapersi rapportare al mondo del marketing e relazionarsi con quello finanziario, e saper guidare il futuro dando fiducia alle nuove generazioni. Nel nostro caso questo avverrà con mia figlia Giorgia Re, oggi direttore generale.
G. E i suoi progetti futuri quali sono?
G.R. Sono stato richiamato dall’amore di tutta una vita per il mare, per le barche a vela e per la Sicilia. Il mare è nel mio destino: più di 30 anni fa mi ha fatto incontrare la famiglia Tavola e oggi mi ha portato a realizzare Dolcevita Egadi Eco Resort, un quattro stelle a Levanzo.

G. Come è nato questo progetto e che ambizioni ha?
G.R. Ho acquistato alcuni ruderi nella zona di Mandria Vecchia. Un attento restauro li ha trasformati in 11 camere, tutte definite da un’impronta rilassata e gioiosa. Fanno parte dell’offerta dell’eco resort anche una spa e un'area fitness. Ora sono in fase di sviluppo un nuovo appartamento a mare e due altri ruderi da riqualificare nell’entroterra.
G. Dolcevita diventerà un resort diffuso?
G.R. Questi sono gli intenti, insieme all’idea di incentivare uno sviluppo turistico e rispettoso su questa meravigliosa isola, facendone conoscere le bellezze, tra tutte la Grotta del Genovese, scoperta a metà del Novecento ma abitata fin da 10.000 anni prima di Cristo. Ancora una volta, la volontà è quella di creare un valore che vada oltre quello personale e di business.(Riproduzione riservata)
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