In leggero recupero rispetto alla pessima apertura, ma comunque con perdite superiori al 2%, tutte le principali piazze europee. Il Ftse Mib ha chiuso anche oggi in calo del 2,08% a 22.347 punti punti, così come il Dax di Francoforte (-2,25%), il Cac di Parigi (-2,23%) e il Ftse 100 di Londra (-2,75%).
Secondo gli esperti di Ing "i cali del mercato azionario destano preoccupazione" anche se "la sostenuta crescita globale" è un robusto sostegno ai titoli azionari. Le perdite in borsa, a detta degli analisti, sono legate all'andamento dell'economia americana che induce gli operatori a prevedere una Federal Reserve più aggressiva nel rialzo dei tassi. Comunque, per il momento, Ing ritiene che l'equity è in fase di "sana correzione".
Invece per Andrew Milligan, head of global strategy di Aberdeen Standard Investments, la correzione di questi giorni era "solo una questione di tempo". Secondo l'esperto "i mercati finanziari sono stati per troppo tempo silenziosi e questo non poteva durare per sempre". Le attuali prese di profitto sono trainate da valutazioni tirate e dai timori circa l'aumento dell'inflazione che sta prendendo piede negli Stati Uniti e altrove. "Ora la domanda è dove e quando cesserà la correzione", ha proseguito l'esperto, "e nessuno è in grado di dare una risposta definitiva. Alcuni investitori sono sovraesposti e subiranno le conseguenze di una vendita forzata, ma alla fine i fondamentali avranno ancora più importanza. Milligan sostiene che gli investitori dovrebbero essere rassicurati nei prossimi giorni dai buoni profitti, dai dividendi e dai riacquisti di azioni che la corposa liquidità disponibile nelle aziende consentono. "L'inflazione è probabilmente destinata a salire nei prossimi mesi, ma non rapidamente, e se gli investitori riusciranno ad adattarsi a questo scenario, allora potrebbe essere possibile arginare il sell-off e innescare un rimbalzo. La cosa peggiore che si possa fare adesso", ha concluso l'esperto, "è reagire d'impulso".
Seduta più tranquilla sull'obbligazionario. Lo spread Btp/Bund ha archiviato la seduta poco mosso a 129,25 punti base rispetto ai 130 della chiusura di ieri, con il rendimento del decennale tedesco in calo di 4 punti circa allo 0,69% e quello del decennale italiano in ribasso di 3 punti all'1,99%.
Sul fronte macroeconomico, gli ordini al settore manifatturiero in Germania sono cresciuti più delle attese a dicembre. La lettura, in termini destagionalizzati, ha registrato un balzo del 3,8% a livello mensile, stracciando il consenso degli economisti che si aspettavano invece un incremento molto più contenuto, pari allo 0,7%. Sopra le attese anche il deficit della bilancia commerciale negli Stati Uniti, risultato pari, a dicembre, a 53,12 miliardi di dollari, ai massimi da nove anni e in aumento rispetto al dato del mese precedente a 50,43 miliardi. Le attese erano invece per un deficit a 51,7 miliardi.
A Piazza Affari ha resistito alle vendite Intesa Sanpaolo (+0,66% a 3,104 euro), nel giorno della pubblicazione dei risultati 2017 e della presentazione del nuovo piano quadriennale. L'istituto, senza considerare il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi ottenuto per l'acquisizione delle due banche venete, ha registrato un utile netto di 3,81 miliardi, in aumento del 23% rispetto ai 3,111 miliardi del 2016. Il nuovo piano al 2021, che prevede a fine periodo un utile netto a 6 miliardi di euro, punta sullo sviluppo del wealth management e delle attività assicurative e su una riduzione dei crediti deteriorati dai 52,1 miliardi del 2017 a 26,4 miliardi. Tra gli altri titoli del comparto bene anche Banco Bpm (+1,04%) e Bper (+0,37%), mentre hanno chiuso col segno meno Unicredit (-1,16%) e Mediobanca (-2,92%). Tra gli altri finanziari, nel risparmio gestito Finecobank ha ceduto il 4,43% a 9,32 euro, nonostante l'utile record di 218,5 milioni di euro nel 2017, in crescita dell'8,9% rispetto al precedente picco registrato nel 2016.
In rosso Mediaset (-1,49% a 9,32 euro) che si è dichiarata disponibile a trattare con Mediapro per i diritti della Serie A. Il gruppo di Cologno Monzese adotterà quindi un approccio opportunistico, visto di buon occhio dai principali broker, nei confronti dell'intermediario spagnolo, in attesa dell'incontro coi sindacati confederali in cui saranno coinvolti anche i vertici di Sky.
Male anche Telecom (-1,70% a 0,6806 euro) nonostante i conti di Tim Brazil. Nel quarto trimestre del 2017, l'ebitda della controllata brasiliana è balzato del 13,3% a 1,79 miliardi di real brasiliani (+15,9% trimestre su trimestre), superando il consenso Bloomberg del 5,5% a 1,667 miliardi e rappresentando il miglior ebitda normalizzato nella storia di Tim Brazil.
Quanto a Eni (-2,83% a 13,75 euro), il gruppo sta per annunciare un'importante scoperta di gas nelle acque cipriote, un giacimento che per gli analisti di Equita sim potrebbe valere 500 milioni per il Cane a sei zampe. Mediobanca ha inoltre confermato sul titolo il giudizio outperform e il prezzo obiettivo a 20 euro, che implica un rialzo potenziale del 43% dai prezzi attuali.
In territorio negativo, ma comunque meglio rispetto al mercato, Ferrari (-0,79% a 100,55 euro). Secondo gli analisti di Berenberg, l'azione potrà guadagnare il 27% ssui prezzi attuali arrivando a 125 euro. Perdite ridotte rispetto al principale listino milanese anche per il comparto del lusso con Salvatore Ferragamo (-0,76% a 37,61 euro), Ynap (-0,29% a 37,61 euro) e Moncler (-1,2% a 25,6 euro).