Piazza Affari e le borse europee hanno rialzato la testa dopo il breve momento di agitazione in seguito alla diffusone del dato sull'inflazione in gennaio negli Stati Uniti, rivelatosi superiore alle attese (+0,5% contro lo 0,3% atteso). Il Ftse Mib ha chiuso la giornata rimbalzando a +1,81% a 22.433 punti, meglio delle altre principali piazze europee. Il Dax ha chiuso infatti in rialzo dell'1,2%, il Cac ha guadagnato l'1,14% mentre il Ftse100 ha chiuso in rialzo dello 0,63%.
Secondo molti analisti l'inflazione superiore alle attese ha alimentato i timori di un atteggiamento più aggressivo da parte della Federal Reserve sui tassi d'interesse. Di qui l'iniziale reazione negativa dei mercati. Il successivo rimbalzo del principale listino milanese, a detta di un analista interpellato dall’agenzia MF-DowJones, è stato guidato da operazioni di ricopertura. "Penso infatti che molti operatori avessero scommesso su un'inflazione forte e su un netto calo dell'azionario assumendo posizioni corte sull'indice", ha spiegato l’esperto. "A fronte, invece, di una reazione negativa ma composta al dato, dovuta al fatto che l'equity aveva già in parte cominciato a scontare una Fed più aggressiva sui tassi con la recente correzione, alcuni operatori che avevano assunto posizioni corte sono corsi a ricoprirsi".
Se l'inflazione statunitense ha catalizzato l'attenzione degli investitori da metà seduta in poi, in mattinata sono giunti dall’Europa altri dati macroeconomici nel complesso positivi. Sia nell’Eurozona che nell’intera Ue, il pil nel quarto trimestre è cresciuto dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2016. In Italia, nel 2017, il Pil corretto per gli effetti di calendario è aumentato dell'1,4%, il dato migliore dal 2010.
Lo spread tra Btp e Bund ha archiviato la seduta in leggera contrazione a 130,048 punti base rispetto ai 132,762 della chiusura di ieri, con il rendimento del decennale tedesco in leggero aumento di 1 punto allo 0,76% e quello italiano in calo di 1 punto al 2,06%. In risalita invece l'euro nei confronti del dollaro, a ridosso della soglia di 1,24 a quota 1,2396, con un picco intraday a 1,2416.
A Piazza Affari ha brillato Recordati (+4,9% a 31,07 euro), aiutata da un report di ieri di Goldman Sachs. Secondo gli analisti, il titolo è sceso troppo in scia alla pubblicazione dei conti. Il primo semestre di quest'anno, tuttavia, sarà piuttosto impegnativo sul fronte della concorrenza.
In luce anche Leonardo (+4,66% a 8,802 euro) che ha sottoscritto una nuova linea di credito revolving con un pool di banche domestiche e internazionali. La Revolving Credit facility prevede il pagamento di un margine di 75 punti base sopra l'Euribor, in riduzione di 25 punti base rispetto alle precedenti condizioni.
Buona seduta anche per Atlantia (+3,79% a 25,2 euro), che secondo alcuni analisti sta beneficiando della notizia che il fondo Tci detiene una partecipazione potenziale del 5,05%, e per Enel (+2,71% a 4,78 euro) in scia alla pubblicazione dei risultati preliminari 2017, che hanno mostrato un ebitda superiore al consenso a 15,7 miliardi di euro. Il colosso energetico ha inoltre confermato i target per il 2018 forniti con la presentazione del piano industriale.
In spolvero anche il comparto bancario dopo la performance negativa di ieri: Unicredit +2,82%, Intesa +0,86%, Bper +5,19%, Banco Bpm +3,9%. Ha chiuso in negativo solamente Mediobanca (-0,8%).
Quanto a Brembo, ha terminato la seduta in ribasso dello 0,33% a 12,06 euro. Ieri il presidente della società, Alberto Bombassei, ha dato il via ai lavori per la costruzione a Curno (Bergamo) del nuovo impianto per la lavorazione di materiali in fibra di carbonio, ma secondo gli analisti di Mediobanca Securities ciò non avrà impatti sulle spese per investimenti del 2018. Sotto la parità anche Prysmian, che ha ceduto lo 0,65% a 26,07 euro.
Fuori dal listino principale bene Interpump (+1,17% a 27,76 euro) che ha registrato nel 2017 un utile netto consolidato in crescita del 43,5% a 135,6 milioni di euro, superando le attese.
Forti acquisti su Ei Towers (+3,99% a 46,9 euro) che, a detta di un analista, ha beneficiato del newsflow su Persidera, con le offerte vincolanti che dovrebbero essere presentate entro domani. Persidera, controllata al 70% da Telecom Italia (+0,58% a 0,688 euro), gestisce cinque multiplex digitali terrestri.
Infine, buona chiusura anche per Igd (+3,44% a 0,811 euro) che procederà da lunedì prossimo al raggruppamento delle 813.045.631 azioni ordinarie esistenti nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 10 azioni ordinarie esistenti, prive di valore nominale. Al termine del raggruppamento, il capitale sociale della società rimarrà invariato e pari a 599.760.278,16 euro, complessivamente suddiviso in 81.304.563 azioni ordinarie prive di valore nominale. Inoltre, per consentire la quadratura complessiva dell'operazione, sarà annullata 1 azione ordinaria messa a disposizione dall‘azionista Coop Alleanza 3.0, senza che ciò comporti riduzione del capitale sociale.