Chiusura in discesa per Piazza Affari nell'ultima seduta dell'anno, che ha confermato il trend seguito nel corso di questa settimana. Il FtseMib ha chiuso la giornata al di sotto della soglia dei 22.000, lasciando sul terreno l'1,20% a 21.854, con perdite più marcate rispetto alle altre piazze europee. Il Dax di Francoforte ha ceduto lo 0,48%, mentre il Cac di Parigi ha chiuso in calo dello 0,5%.
A contribuire alla debolezza delle borse europee è stato il rafforzamento dell'euro nei confronti del dollaro, con il cross sui massimi da tre mesi sopra la soglia di 1,20, a quota 1,2022. Gli investitori continuano a preferire l'euro grazie al miglioramento generalizzato della situazione economica nell'Eurozona. Secondo il bollettino economico della Bce, infatti, "l'espansione economica continua ad essere solida e diffusa in tutti i settori, e l'inflazione sottostante dovrebbe aumentare nel medio termine".
Bank of America-Merrill Lynch ha espresso il proprio ottimismo per il prossimo anno: gli analisti si aspettano una "crescita robusta per l'economia globale, un'espansione costante negli Stati Uniti e ritorni solidi sull'azionario". Gli esperti pensano che l'inflazione dovrebbe essere "la grande storia dell'anno, soprattutto negli Usa, dove il mercato del lavoro dovrebbe rafforzarsi ulteriormente". Mentre Goldman Sachs ha sottolineato che "per la prima volta dal 2010, l'economia mondiale sta andando meglio del previsto e ci aspettiamo che questo rafforzamento continui. La nostra previsione sul Pil globale per il 2018 è al 4%, in aumento rispetto al 3,7% del 2017 e significativamente superiore alle stime del consenso. La forza della crescita globale va dalle economia avanzate a quelle emergenti".
Sul fronte nazionale, il tema centrale del nuovo anno riguarderà le imminenti elezioni politiche. In scia allo scioglimento delle Camere da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo spread Btp/Bund ha terminato la seduta in rialzo a quota 158,683 punti base rispetto ai 152,218 della chiusura di ieri. "L'incertezza sulla data delle elezioni è stata eliminata, ma i recenti sviluppi nella politica italiana hanno aumentato ulteriormente la probabilità che l'esito del voto" del 4 marzo "sarà un Parlamento molto frammentato", hanno commentato gli esperti di Unicredit. Per gli analisti, dunque, si potrebbe arrivare a un Esecutivo di coalizione.
Tra i dati macroeconomici di oggi, l'indice dei prezzi al consumo in Germania è cresciuto dello 0,6% su base mensile e dell'1,7% a livello annuale nel mese di dicembre, in base alla lettura preliminare, superando le attese del consenso. Gli economisti attendevano, infatti, una crescita dello 0,5% mese su mese e dell’1,5% tendenziale. Mentre in Italia, a novembre l'indice dei prezzi alla produzione dell'industria sono aumentati dello 0,4% rispetto su base mensile e del 2,5% nei confronti di novembre 2016.
A Piazza Affari, dunque, ha pesato sul comparto bancario il rialzo del differenziale tra Btp e Bund tedeschi: Intesa -0,72%, Mediobanca -1,05%, Bper -2,73%, Banco Bpm -1,58% . Ubi (-2,09% a 3,646 euro) ha annullato i rialzi di inizio seduta arrivati dopo la pubblicazione del risultato dello Srep, il processo di revisione e valutazione prudenziale della Bce: al 30 settembre 2017 la banca si posiziona ben al di sopra dei requisiti minimi richiesti.
In positivo, nel comparto del lusso, solo S.Ferragamo (+0,45% a 22,15 euro), mentre hanno terminato in rosso Ynap (-0,75% a 29,12 euro), Luxottica (-0,58% a 51,15 euro) e Moncler (-1,21% a 26,08 euro).
Pirelli, l'unico titolo a resistere alle vendite assieme a Ferragamo, ha chiuso in rialzo dello 0,28% a 7,25 euro. Gli analisti di Mediobanca Securities, che hanno confermato sul titolo il rating outperform con prezzo obiettivo a 7,8 euro, hanno sottolineato come la cessione della quota in Prelios, nonostante un impatto marginale a livello di bilancio, "sia un passo positivo". La newco Lavaredo, che fa capo al veicolo d'investimento di diritto irlandese Burlington, ha rilevato il 44,86% del capitale di Prelios da un pool di soci che comprende Pirelli, Unicredit e Intesa.
In rosso le utility con Enel (-1,16%), Terna (-1,78%), Italgas (-0,78%) e Snam (-0,49%). A2A ha ceduto lo 0,90% a 1,542 euro. La società, assieme a Acsm-Agam, Aspem, Lario Reti Holding, Aevv, ha prorogato fino al 31 gennaio 2018 la validità della lettera di intenti finalizzata a definire un percorso di partnership industriale e societaria. Banca Imi ha confermato sul titolo la raccomandazione add e il prezzo obiettivo a 1,8 euro spiegando che l'estensione dell'accordo conferma il sostegno politico alla finalizzazione dell'operazione di M&A. Dal punto di vista industriale gli analisti continuano a giudicare l'affare in modo "positivo per A2A".
Male Fca (-1,91% a 14,91 euro). Banca Imi ha comunque confermato la raccomandazione add e il prezzo obiettivo a 16,9 euro su Fca. Gli analisti hanno evidenziato come i richiami di 19.500 veicoli in Cina coinvolgano "un ammontare molto limitato di vetture", sottolineando che si tratta di richiami relativi a possibili difetti dell'airbag fornito da Takata, che stanno riguardando tutti i produttori di auto. Non si tratta dunque per Imi di una notizia "particolarmente sensibile per l'azione".
Sul resto del listino si segnala, Falck R. (+4,73% a 2,17 euro). Il titolo della società quotata sul segmento Star ha inanellato una serie di ottime performance dall'aggiornamento del piano industriale al 2021, momento in cui l'azione valeva 1,45 euro circa.
Ancora in rosso Anima H. (-0,58% a 5,96 euro). Banca Imi resta positiva sul titolo e conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 7,7 euro dopo che Banco Bpm ha perfezionato la cessione al gruppo del 100% del capitale di Aletti Gestielle.
Infine Safe Bag, società attiva nei servizi di protezione e rintracciamento bagagli per i passeggeri aeroportuali, ha terminato in avanzo del 2,22% a 5,30 euro. Marchin Investments Bv è divenuto azionista di rilevanza della società dopo aver acquisitio da Rg Holding una quota del 6,78% del capitale di Safe Bag. L'acquisto è avvenuti fuori mercato e in seguito al recesso da parte della stessa Marchin della propria partecipazione in Rg Holding.