Dopo un forte rally nell’ultimo anno, i titoli finanziari hanno registrato alcune prese di profitto in seguito all’atteso taglio dei tassi della Bce, il primo in cinque anni, per poi risalire in seguito ai commenti da falco della stessa banca centrale. Dopo questa svolta a metà sui tassi di interesse sembra essere il momento giusto per rivedere e analizzare il posizionamento su banche, assicurazioni e diversified financials (società finanziarie che offrono un'ampia varietà di finanziamenti, assicurazioni, titoli e strumenti di investimento senza essere banche) europee in portafoglio.
Secondo gli analisti di Citi ci sono almeno cinque aspetti da tenere in considerazione in questo scenario. In primo luogo, i modesti afflussi di Etf. Gli Etf finanziari europei hanno registrato deflussi per tutto il 2023 e l’inizio del 2024, prima di una serie di afflussi dalla fine di marzo. I modesti afflussi sono proseguiti per tutto maggio e sono accelerati a giugno. Ciononostante, gli Etf bancari rappresentano solo il 3,4% dei flussi cumulativi complessivi di Etf dall’inizio del 2015, al di sotto dell’intervallo storico del 5-9%.
In secondo luogo gli esperti di Citi mettono in luce le partecipazioni dei fondi che implicano una posizione di peso nei titoli finanziari. «Tra i 3.657 fondi azionari europei attivi da noi monitorati», spiegano gli analisti di Citi, «l’attuale proprietà dei titoli finanziari è pari al 18,6%. Le banche sono all'8,8% (il che implica una piccola sottoponderazione rispetto alla ponderazione dello Stoxx), mentre gli assicuratori si attestano al 5,7% e i diversified financials al 4,1%». Gli esperti di Citi osservano il numero di volte in cui ciascuno di essi compare nella top-10 delle partecipazioni e chi sovraindicizza rispetto alla mid cap (Unicredit, Allianz, 3i) e chi sottoindicizza (Credit Agricole, Generali, Eqt).
Faro poi sulle banche europee che secondo il modello di analisti di Citi, sono prossime a essere considerate ipercomprate. Nonostante questo le previsioni sugli utili per azione degli istituti rimangono favorevoli e continuano a essere rivisti al rialzo dal consenso. «Le revisioni degli utili per azione per il 2025 sono pari a +2% su base annua, ma sono molto più contenute rispetto all’anno scorso. Nel frattempo, gli assicuratori e i diversified financials hanno registrato una sostanziale stabilità degli eps nell’ultimo anno», spiegano da Citi. In prospettiva, gli analisti ritengono che il rischio di upgrade e downgrade degli utili sia equamente suddiviso tra banche e assicurazioni, mentre sono leggermente più costruttivi sui diversified financials.
Infine, gli esperti di Citi notano un certo «affollamento» su alcuni di questi titoli. Negli ultimi tre mesi le banche nazionali britanniche e spagnole sono diventate più affollate, mentre le banche francesi lo sono meno. Le banche nordiche sono quelle che presentano le maggiori divergenze.
In scia a tutte queste considerazioni, gli analisti di Citi sono neutrali sui titoli finanziari europei (banche, diversified financials e assicurazioni). Le top-pick tra le banche sono Barclays, Caixa e Hsbc, mentre le meno preferite sono Deutsche Bank, Dnb, Shb. Tra le assicurazioni i migliori titoli, secondo Citi, sono Admiral, Generali e SwissRe, mentre Gjensidige, Hiscox e Zurich sono meno favorite. Tra le diversified financials le migliori sono Allfunds, Intermediate Capital e Lseg mentre tra le meno preferite ci sono Ashmore, Investor, Vontobel. (riproduzione riservata)