Lafite-Rothschild, male i magnum
Nove bottiglie sono aumentate e otto diminuite, ma la perdita di valore media per i 17 millesimi andati in asta è stata del 12,5%
Il confronto dei prezzi spuntati alle aste nel 2019 dalle 17 magnum di Château Lafite-Rothschild che erano state quotate anche l’anno scorso (in tabella, per motivi di spazio, compaiono le 16 più significative) farebbe prevedere un bilancio positivo, anche se di lieve entità: nove quotazioni infatti sono aumentate, otto diminuite. Questa previsione viene però smentita da un conteggio meno approssimativo: il valore complessivo delle 17 bottiglie da un litro e mezzo prese in esame, che era di 33.333,26 euro nel 2018, è sceso a 29.190,63, e i 4.142,63 euro perduti rappresentano un calo che sfiora il 12,50%. Colpisce il fatto che l’anno scorso, al contrario, le magnum di questo importante Château avevano registrato complessivamente un piccolo aumento di prezzo del 2,74%.
Per sapere se sotto tiro sono soltanto le magnum oppure no, vedremo nella prossima puntata come sono stati trattati quest’anno dal popolo delle aste gli altri formati speciali di Lafite-Rotschild: le doppie magnum e le imperial potrebbero riservare qualche sorpresa. La sensazione, infatti, è che collezionisti e investitori, pur muovendosi con tutta la cautela dettata da un momento difficile dominato dalla propensione al ribasso, sappiano andare controtendenza quando è il caso. A un’asta l’anno scorso da Sotheby’s a Hong Kong quando è comparsa una magnum di Lafite della vendemmia 1869 i rilanci hanno superato del 67% le stime di catalogo, che già sembravano esagerate: la bottiglia che conteneva un litro e mezzo di vino di 150 anni è stata aggiudicata per 48.371,23 euro. (riproduzione riservata)
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