Lafite-Rothschild, male gli antichi
Contrazione media del 19% alle aste per i millesimi dal 1934 al 1989. Solo otto annate hanno aumentato il valore mentre 15 sono calate
Annata difficile per Château Lafite-Rothschild se proprio le vendemmie più antiche, che sono sempre state uno dei suoi punti di forza, perdono colpi alle aste, dove sono invece abituate a trionfare. Con la prevalenza di segni meno rispetto ai segni più, la tabella testimonia infatti, con i 17 casi più significativi, i deludenti risultati ottenuti nei primi cinque mesi del 2019 dai 23 millesimi che vanno dal 1934 al 1989 rispetto alle quotazioni spuntate l’anno scorso. Le annate che adesso si pagano di più sono soltanto otto, mentre quelle diminuite di prezzo sono 15, quasi il doppio. Complessivamente, perciò, le 23 bottiglie si possono avere adesso con 20.259 euro, mentre l’anno scorso bisognava sborsarne 24.892, cioè 4.634 in più.
Anche tenendo conto del cospicuo valore finanziario di un vino di questo prestigio, la differenza è considerevole: rappresenta infatti una perdita che sfiora il 19%. E non è di grande consolazione, per gli investitori, ricordare che l’anno scorso questi millesimi di Lafite antecedenti il 1990 erano aumentati complessivamente di prezzo alle aste, perché l’aumento arrivava a stento all’8%. Per trarre considerazioni attendibili bisogna tener conto dei risultati ottenuti dai millesimi successivi al 1990. La sensazione è tuttavia che tra gli alti e i bassi di questo tormentato periodo i prezzi non solo di Lafite ma di tutti i premier cru di Bordeaux siano rimasti pressoché invariati dal 2015 e ricominceranno a salire soltanto quando non saranno più percepiti come gonfiati dalla speculazione. (riproduzione riservata)
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