Lafite-Rothschild contiene le perdite
Diminuzione media dell’11% per i venticinque millesimi passati in asta. Venti bottiglie sono diminuite di prezzo, solo quattro gli aumenti
Anche le quotazioni di Château Lafite-Rothschild sono diminuite alle aste di quest’anno rispetto ai prezzi che avevano spuntato nel 2018, proprio come quelle di Pétrus e di Mouton Rothschild analizzate le settimane scorse. E come avrebbe potuto andare diversamente, in un mondo paralizzato dalla pandemia da coronavirus? La tabella, pur limitandosi a illustrare i 16 casi più vistosi, documenta questo calo che riguarda in realtà 25 millesimi, con un bilancio simile a quelli commentati nelle puntate precedenti se non peggiore: il numero delle diminuzioni di prezzo, 20, è addirittura il quintuplo di quello degli aumenti, che sono soltanto quattro: e una quotazione rimasta pressoché invariata non basta certo a riequilibrare la situazione.
Sorprendentemente, però, la misura del deprezzamento subito dalle bottiglie firmate Château Lafite-Rothschild è la più bassa registrata finora: mentre le quotazioni di Pétrus sono scese del 33% e quelle di Mouton Rothschild addirittura del 56%, i prezzi riconosciuti a Lafite accusano soltanto una contrazione dell’11%. Tradotta in moneta corrente, questa contrazione significa comunque 2.770 euro a causa dell’elevato valore totale delle 25 bottiglie, che è sceso da 24.543 a 21.773 euro. C’è da chiedersi tuttavia come mai i frequentatori delle aste online del periodo pandemico abbiano riservato a Lafite un trattamento che appare quasi di favore. Probabilmente è perché Lafite non ha mai cercato, in questi anni, di forzare il mercato sfruttando la paura della contraffazione delle annate storiche. (riproduzione riservata)
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