Secondo gli strategist di Goldman Sachs, le azioni europee saliranno ancora nel 2026 grazie agli investitori che cercano di diversificare rispetto al mercato statunitense, sempre più concentrato sui titoli tecnologici e dell'intelligenza artificiale, che viaggiano a multipli elevati. Il team di Goldman guidato da Sharon Bell e Peter Oppenheimer ha alzato l'obiettivo di fine anno sull'indice EuroStoxx 600 a 625 punti, pari a un rialzo di circa il 4% rispetto al record di chiusura di lunedì. L'indice è salito del 2% da inizio anno e del 17,3% negli ultimi 12 mesi.
La previsione colloca Goldman tra le banche di investimento più ottimiste in un sondaggio effettuato da Bloomberg tra gli strategist. «Con il mercato statunitense costoso e nel contempo fortemente concentrato, stiamo raccomandando una maggiore diversificazione», ha scritto Goldman Sachs in una nota. Gli investitori americani sono inoltre preoccupati per l'esposizione a un dollaro più debole e cercano di intercettare fonti alternative di crescita nel resto del mondo.
Anche se il mercato azionario europeo non è ai livelli storicamente più bassi - con un rapporto prezzo/utili prospettico superiore a 15 - le valutazioni restano più contenute rispetto all'indice S&P 500, che tratta a 22 volte gli utili. Questo sconto del 30% circa, assieme alle aspettative di miglioramento dell'economia europea, potrebbe favorire l'afflusso di capitali verso l'Ue, secondo gli strategist. «Il valore da solo non è sufficiente, però osserviamo che i flussi degli investitori statunitensi verso l'Europa sono legati ai segnali di crescita economica», ha scritto Bell, aggiungendo che il suo team vede un'accelerazione del momentum di crescita economica in Ue.
Sia l'indice Eurostoxx 600 sia l'S&P 500 puntano a un quarto anno consecutivo di rialzi. Mentre in Europa gran parte dei guadagni del 2025 è stata trainata dai titoli bancari e della Difesa, Wall Street ha segnato numerosi massimi storici grazie al rally dei titoli tecnologici, un settore poco rappresentato nei listini europei.
Il posizionamento sugli asset europei resta contenuto, osservano gli analisti di Goldman, perché il 2025 è stato un anno di acquisti cauti dopo un periodo di vendite nette persistenti tra il 2022 e il 2024. Secondo gli esperti, il 2026 potrebbe essere un buon anno per le azioni europee a piccola capitalizzazione, che dovrebbero beneficiare di ben cinque motivi per essere ottimisti. Il primo riguarda una crescita economica più solida, il secondo, invece, tassi di interesse stabili. La terza ragione è un aumento atteso delle operazioni di m&a, a seguire un euro più forte e infine un calo dei prezzi del petrolio.
La discesa del costo dell'energia, in particolar modo, che abbassa i costi per il comparto industriale, si è visto proprio ieri con il dato sull'inflazione in Germania sceso all'1,8% a dicembre 2025, in calo rispetto al 2,3% di novembre e al di sotto delle attese (2,0%), secondo quanto emerge dai dati preliminari. È la prima volta da settembre 2024 che l'inflazione scende sotto l'obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea, oltre a rappresentare il secondo livello più basso dall'inizio del 2021. La causa strutturale sono i prezzi di greggio e gas in calo, che possono favorire i titoli industriali di Piazza Affari. (riproduzione riservata)