La Tâche, crollano le magnum
Brusca correzione (-23%) del valore delle 23 bottiglie da un litro e mezzo alle aste. La forte diminuzione è stata influenzata dai lotti formati da una sola bottiglia
Questa puntata, che analizza le quotazioni spuntate alle vendite all’incanto da La Tâche nella bottiglia di formato magnum, si preannuncia di notevole interesse. I 16 millesimi che compaiono in tabella sono infatti soltanto i più significativi dei 23 magnum di La Tâche per i quali è possibile confrontare la quotazione ottenuta alle aste di quest’anno con quella dell’anno scorso. Una bella differenza rispetto ai magnum di Romanée Conti, per i quali il confronto è stato possibile solo per dieci annate, e una maggior garanzia sulla validità delle indicazioni fornite dal confronto.
Ma quali sono queste indicazioni? Ecco le cifre: per acquistare le 23 annate l’anno scorso bisognava sborsare 432.268 euro, oggi ne bastano 331.386, cioè 100.882 in meno. Che il vento del ribasso stia soffiando attualmente sui grandi Pinot Noir di Borgogna sembra certo, ma è strano che si sia accanito sui magnum di La Tâche, abbattendone le quotazioni del 23% abbondante, mentre, come s’è visto qualche settimana fa, ha risparmiato quelli di Romanée Conti, i cui prezzi sono rincarati di oltre il 4%. Come mai?
Occhio alla tabella: tutte e 16 le quotazioni (ma anche le altre sette delle 23 complessive) sono scaturite dalla contrattazione di un solo esemplare, e i lotti di una sola bottiglia (di qualunque formato) non sono i preferiti dall’investitore né dall’addetto ai lavori, enotecario o ristoratore che sia, mentre sono apprezzati dal collezionista e dall’appassionato per il consumo personale. E questo spiegherebbe la brusca reazione ai prezzi troppo elevati. (riproduzione riservata)
Native Content